Stati Uniti pirati: il Paese più pericoloso del mondo.

In una conversazione ampia e senza peli sulla lingua, l’economista americano Jeffrey Sachs descrive un mondo spinto al limite dalle guerre di Washington contro l’Iran e la Russia, dal suo confronto economico con la Cina e dal suo tentativo di riaffermare il dominio in tutto l’emisfero occidentale. I pilastri che hanno tenuto insieme il sistema globale per decenni – rotte commerciali stabili, flussi energetici, scambi tecnologici e integrazione finanziaria – vengono trasformati in armi o smantellati del tutto. L’Europa, sostiene Sachs, si è «tagliata fuori dal suo principale fornitore di risorse naturali» ed è ora «completamente alla deriva dal punto di vista economico», mentre l’Asia accelera verso una maggiore integrazione e un vantaggio a lungo termine. Gli Stati Uniti, nel frattempo, sono «irrazionali, mal guidati e disperati nel voler mantenere il controllo su ciò che non controllano più», creando un mondo frammentato e profondamente instabile. Al punto di rottura. L’Europa è la più grande perdente in questo nuovo ordine.