Simboli di Resistenza.

Le “aree interne” ospitano circa il 20% della popolazione italiana e rappresentano oltre la metà dei Comuni italiani di cui l’85% ha meno di 5.000 abitanti. Sono territori segnati da spopolamento, emigrazione giovanile, bassi tassi di natalità, invecchiamento della popolazione mentre i servizi essenziali, come mobilità, istruzione, sanità, sono carenti. Sono quei territori che la politica chiama marginali, che invece sono luoghi dove si vive, si lavora e si sogna.
 
Il docufilm “Ritorno al Tratturo” esplora il contrasto tra la vita difficile in zone spesso isolate (senza rete o segnale) e la costruzione di comunità, racconta le aree interne del Bel Paese: il Molise diventa un simbolo tra spopolamento, biodiversità e futuro. Dove l’Abruzzo incontra il Molise, il cammino del tratturo ormai abbandonato si distende e percorre lungo un tratto di terra privo di alberi, una striscia di demanio pubblico di 110 metri di larghezza tra la statale e la linea di costa. Un luogo dismesso, dove sono visibili le tracce di un intenso sfruttamento e di un successivo abbandono, oggi dalla destinazione incerta, dimenticato dall’intento ordinativo della civiltà contemporanea, e ricolonizzato dal selvatico.
 
Del docufilm, presentato in anteprima alla 17ª edizione del Bari International Film & TV Festival, è coautore Elio Germano. E’ un viaggio poetico e documentaristico nelle aree interne d’Italia, con un focus sul Molise, che diventa simbolo di resistenza per chi sceglie di restare in luoghi a rischio abbandono: la scelta di resistere come abbiamo fatto noi -adottando il simbolo del Koala- non volendo abbandonare la Rete Ambientalista (come anche partecipò Germano con il suo contributo).

Nobel per la pace Trump e Obama, rispettivamente sostenuti da Meloni e Schlein.

Elly Schlein, segretaria del PD, si candiderebbe primo ministro della coalizione che dovrebbe battere Giorgia Meloni alle prossime elezioni. Per vincere punterebbe sui giovani che riempiono le piazze progressiste contro le guerre. La Pace dovrebbe, dunque, essere il suo cavallo di battaglia. Dunque, che fa? Si ispira ad un Nobel per la Pace. E in segno di omaggio al suo giovanile idolo,  si fa fotografare di spalle come una scolaretta che chiede l’autografo alla rockstar. Il maestro ispiratore dei progressisti si chiamerebbe Barack Obama.
 
Ad Obama conferirono il Nobel sulla fiducia, prima ancora che esercitasse il suo potere di presidente degli Stati Uniti. In quel ruolo poi meritò la fiducia: in otto anni bombardò sette Paesi: Afghanistan e Iraq, da cui si guardò bene dal ritirarsi; e poi Siria, Libia, Somalia, Yemen e Pakistan, con migliaia di vittime civili. Ad Obama va il merito di aver mantenuto Guantanamo, di aver sostenuto militarmente Israele per il futuro genocidio e l’aggressione all’Iran, ma anche le destabilizzanti “primavere arabe”, ma anche proseguendo l’uso dell’Ucraina come testa d’ariete contro la Russia.
 
Donald Trump si è lamentato (ricevendo la solidarietà della Meloni) per il mancato riconoscimento del Nobel per la Pace, e così anche lui ha cominciato a fare e sostenere guerre:  Venezuela, Iran, Palestina e Cisgiordania e Libano; e  se non basta perché no: Cuba, Groenlandia, Taiwan.

L’Ultima Generazione che può fermare il collasso climatico e sociale in corso.

Ultima Generazione (in inglese Last Generation, in tedesco Letzte Generation, in polacco Ostatnie pokolenie, in francese Derniere Renovation) è un movimento di attivisti contro i cambiamenti climatici che ricorre a forme di azione diretta, fondato nel 2021 ed attivo soprattutto in vari paesi europei, come ItaliaGermaniaAustriaPoloniaFrancia e Canada. Il gruppo si descrive come una “coalizione di cittadini” e ha scelto la propria denominazione considerando quella dei propri membri come l’ultima generazione in grado di contribuire alla mitigazione degli effetti del riscaldamento globale prima dell’innesco di danni radicali e irreversibili al sistema climatico terrestre.
Nei suoi primi anni di esistenza, il gruppo ha messo in atto azioni di protesta di vario tipo, tra cui numerosi blocchi stradali e l’utilizzo di vernici idrosolubili per imbrattare dipinti famosi, edifici istituzionali e monumenti storici, utilizzando quindi strategie più radicali e vistose rispetto ad altri movimenti, come Fridays for Future ed Extinction Rebellion.
I metodi di protesta di Ultima Generazione hanno incontrato reazioni contrastanti da parte dell’opinione pubblica, tra cui contestazioni e repressione da parte delle autorità politiche…

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