
Avvenne nei primi anni ’50 quando parlare di non violenza e di vegetarismo sembrava un’utopia… Il mondo era appena reduce da una guerra mondiale e si viveva in piena guerra fredda, mentre il messaggio (propagandato dagli USA) della bistecca facile cominciava ad imporsi come nuovo modello alimentare e sociale.
Aldo Capitini maturò la sua esperienza vegetariana e non violenta attraverso lo studio e l’esempio di Gandhi, il liberatore pacifico dell’India dal giogo coloniale britannico.
Capitini fu un accademico famoso e stimato ma allorché si oppose alla conquista dell’Etiopia da parte del governo di Benito Mussolini fu ostracizzato e messo in disparte. Purtroppo anche dopo la caduta del fascismo non fu riabilitato come sarebbe stato giusto (infatti l’Italia era caduta sotto l’influenza nordamericana, che non è certamente una potenza pacifista).
Gandhi nella sua minuscola stanzetta dell’ashram da lui fondato teneva alle pareti solo due ritratti, quello di Giuseppe Mazzini e quello di San Francesco d’Assisi, che lui riteneva esempi ispirativi per la non violenza e per l’acume politico sul concetto di libertà.