Moretti in carcere: allora la giustizia è veramente uguale per tutti?

In realtà è “uguale per gli altri”: clicca qui.
 
Eppure, c’è chi sostiene che è un precedente pericoloso per tutti i manager delle aziende. La condanna solleverebbe il timore che i vertici aziendali possano essere ritenuti penalmente responsabili per eventi disastrosi pur in assenza di azioni o colpe dirette e materiali, basandosi esclusivamente sulla loro posizione apicale.  In grandi aziende, infatti, per schermarsi delle responsabilità penali l’amministratore delega gran parte delle competenze tecniche e di sicurezza su sottoposti, privi di capacità di spesa. 
 
Questa preoccupazione dei manager è infondata perchè il diritto penale italiano non ammette la responsabilità oggettiva basata puramente sul ruolo gerarchico. Invece afferma che la responsabilità penale è unicamente personale. Infatti, affinché un manager sia condannato per un illecito penale la giurisprudenza richiede di dimostrare l’esistenza di una sua condotta criminosa, esempio che la omissione di obblighi manutentivi e le conseguenti calamità ed emissioni inquinanti sono dovute alle sue esclusive e consapevoli   scelte di mancati investimenti per favorire la crescita dei profitti o altri interessi.   
 
La norma giuridica è chiara, l’applicazione talvolta controversa. Emblematico è il caso dei processi per la Solvay di Spinetta Marengo: caso che fa scuola e andrà seguito nel prossimo futuro. Nel primo processo il PM individuò tra gli imputati i vertici della multinazionale, nel secondo (altro PM)  si si è ridotto a due meri direttori esecutivi vincolati dai limiti di spesa. Anzi, nel primo processo il reato imputato fu di pesante dolo, nel secondo (in corso) è di leggera colpa: pur se addirittura aggravato dalla reiterazione. 

Assoluzione salva Bayer.

l glifosato è l’erbicida classificato come cancerogeno nel 2015 dall’International Agency for Research on Cancer (IARC) dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) di Lione. La Corte Suprema americana , con sette voti a favore e due contrari, ha di fatto fermato almeno una parte delle cause che oltre 65.000 cittadini hanno intentato contro la Bayer, azienda tedesca che nel 2018 ha acquisito la Monsanto e, con essa, il suo prodotto di punta Roundup, a base di glifosato.
 
I querelanti ritengono di essersi ammalati di tumore per l’esposizione alla sostanza. Il pronunciamento non dovrebbe comunque interferire con un accordo raggiunto lo scorso mese di febbraio in Missouri, secondo il quale l’azienda spenderà 7,25 miliardi di dollari in risarcimenti da versare annualmente per un massimo di 21 anni a migliaia di persone.
 
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Brandello di giustizia per la strage di Viareggio.

Definitiva condanna e carcerazione della figura apicale della strage ferroviaria: Mauro Moretti, ex Ad di Rfi, ex Ad della Holding Fs ed ex Ad di Finmeccanica-Leonardo.
 
Dopo 17 anni, 7 gradi di giudizio, 220 udienze. 12 i condannati a pene lievi nonostante le gravi e pesanti responsabilità sulla strage, prevista e annunciata! Condizioni di lavoro e sicurezza che i ferrovieri hanno sempre denunciato! Una strage causata dalla politica di abbandono sulla sicurezza nel trasporto merci,  per pendolari e non solo; per aver “risanato” risparmiando in questi comparti in favore dell’Alta velocità. Oltre ad aver criminalmente omesso e violato le più elementari norme di sicurezza.
 
La strage di Viareggio è avvenuta il 29 giugno 2009 e ha causato 32 morti e decine di feriti gravi. La tragedia fu causata dal deragliamento di un treno merci carico di GPL nei pressi della stazione cittadina, che provocò una devastante esplosione e un vasto incendio nell’area circostante.

Secondo il governo la caccia ora “concorre alla tutela della biodiversità e dell’ecosistema”.

Il Senato dà il via libera al disegno di legge che ridisegna le regole dell’attività venatoria in Italia: più poteri alle Regioni, scontro aperto con le associazioni ambientaliste (ENPA, LAC, LAV, Legambiente, LIPU-Birdlife Italia e WWF Italia) e con l’Unione Europea  per le violazioni delle Direttive Uccelli e Habitat in particolare in relazione all’estensione della caccia fuori stagione, all’indebolimento del parere scientifico di ISPRA, all’uso di visori ottici, alla liberalizzazione dei richiami vivi con rischi di bracconaggio e traffici illegali. Entusiasmo, invece, di Federazione italiana della Caccia, Coldiretti e Confagricoltura.
 
Anche i terreni di proprietà di enti pubblici e demaniali potranno essere destinati alla caccia. Tra i divieti eliminati si annovera anche quello di caccia nei pressi dei valichi montani attraversati dalle rotte migratorie di uccelli dove la proibizione sarà attiva solo in determinati periodi dell’anno. In generale, non è più previsto un calendario venatorio valido per tutta l’Italia.
Possibilità di cacciare gli ungulati e i cinghiali su terreni coperti in tutto o nella maggior parte di neve. La caccia ai cinghiali, anzichè la loro migrazione, rischia di amplificare la circolazione del virus della peste suina.
 
Cacciabili l’oca selvatica e il piccione di città. Assenza di limiti alla detenzione di esemplari nati e allevati in cattività. Il lupo viene eliminato dall’elenco delle specie particolarmente protette.