Sotto attacco l’unico modello referendario di acqua bene comune.

Il Forum dei movimenti per l’acqua, componente della società civile schierata a difesa da oltre 20 anni dell’acqua bene comune, è fortemente impegnata in questi giorni per la difesa di Abc (Acqua bene comune), azienda di diritto speciale, contro il progetto ormai svelato del comune di Napoli di trasformarla in società per azioni. 
 
Abc (Acqua bene comune) è l’unica realtà che abbia attuato la volontà referendaria del 2011, quando circa 27 milioni di cittadini si erano espressi contro i processi di privatizzazione dell’acqua e, in generale, dei beni comuni.
 
Abc è soggetto di diritto pubblico nella cui governance è prevista la partecipazione dei cittadini sia nel consiglio di amministrazione che nel comitato di sorveglianza, il bilancio partecipato ecologico, non orientata al mercato e ai profitti, ma a una gestione finalizzata unicamente al pareggio di bilancio e a reinvestire nell’azienda eventuali utili. Un modello oggetto di studio in tutta Europa che coniuga una sana gestione con la partecipazione, con la consapevolezza che si è in presenza di risorse, infrastrutture e beni pubblici. Questo modello è oggi “sotto attacco”.
 

Il medico di Gaza Abu Safiya in fin di vita.

Il dottore dei bambini di Gaza, è rinchiuso da oltre 18 mesi in una cella del carcere sotterraneo di Rakefet in Israele, in fin di vita: Hussam Abu Safiya, ex direttore del Kamal Adwan Hospital di Gaza. Non c’è più molto tempo. Torturato e abusato quotidianamente; percosso, sottoposto a trattamenti inumani e degradanti in una cella di isolamento sotterranea, il medico palestinese che non ha commesso alcun reato è praticamente in fin di vita.

Durante la detenzione arbitraria che dura da oltre 18 mesi «senza incriminazione né processo», è stato soggetto ad ogni sorta di violenza Il suo avvocato ha faticato a riconoscerlo l’ultima volta che l’ha incontrato.E’ urgente pretenderne l’«immediata scarcerazione»! A chiederlo è anche la Commissione d’Inchiesta Indipendente Internazionale delle Nazioni Unite per i Territori Palestinesi Occupati (parte dello Human Rights Council). «Il trattamento riservato al dottor Abu Safiya riflette un ampio sistema di violazioni da parte di Israele già individuato dalla Commissione nei suoi precedenti rapporti», si legge nel report.

Numerosi organismi internazionali tra cui lo UN working group on Arbitrary Detention, Amnesty International, diverse Ong ed eurodeputati, lanciano continuamente appelli e campagne per la sua scarcerazione. Il governo italiano tace, la Chiesa italiana (Cei) e Vaticano tacciono, eccetto la rete dei “Preti contro il genocidio”.

Questa foto sarà su tutti i libri di storia.

La foto del medico di Gaza che si para contro i carri armati dell’esercito per impedire loro di distruggere l’ultimo ospedale funzionante. Secondo i dati ufficiali delle Nazioni Unite, il bilancio del personale medico ucciso a Gaza ha superato quota 1.700.
 
Uno studio pubblicato sull’European Journal of Public Health di Oxford University Press a inizio 2026 ha documentato come il rischio di morire per un medico – e per un giornalista – a Gaza non ha pari in nessun contesto storico o geografico ed è nettamente e sproporzionatamente più elevato rispetto a quello della popolazione civile generale  I medici, come i giornalisti, a differenza dei civili, non muoiono solo nei bombardamenti a tappeto e certamente non sono vittime accidentali, “danni collatarali”. Sono proprio l’obiettivo, sono nel mirino dei cecchini e dell’esercito che ha bombardato tutti e 36 gli ospedali della Striscia al fine di distruggere l’intero sistema sanitario e provocare così la morte di quante più persone possibili: feriti, denutriti, malati cronici.