A proposito di programmi… televisivi.

In Italia le tasse sul reddito (IRPEF) sono pagate da una minoranza di cittadini: circa il 43% della popolazione non versa nulla allo Stato, mentre il 15-20% dei contribuenti copre oltre il 60% dell’intero gettito fiscale. Lavoratori dipendenti e pensionati pagano quasi l’85% di tutta l’IRPEF in Italia.
Non risulta che fra i programmi elettorali (ammesso che esistano) sia stata inserita l’obbrobriosa  “patrimoniale” proposta dalla CGIL (clicca qui) che si “abbatterebbe” (sic) su 500.000 contribuenti, cioè esclusivamente sui grandi patrimoni netti superiori a 2 milioni di euro, l’1% più ricco, ai quali si chiederebbe un contributo di solidarietà “insostenibile”: addirittura l’1,3%. Ricavando circa 26 miliardi di euro l’anno, come risorsa per finanziare e rilanciare il Servizio Sanitario Nazionale (riduzione liste d’attesa e potenziamento territoriale), investire in scuola, istruzione e politiche per la casa, sostenere la non autosufficienza e ridurre le disuguaglianze sociali, alleggerendo il carico fiscale su lavoratori dipendenti e pensionati.
Secondo Meloni non è l’Irpef “la tassa più odiata dagli italiani”, bensì il bollo auto: sospeso per il prossimo anno (quello delle elezioni).  Il consiglio dei ministri l’ha preferito alla soppressione del canone TV ordinario: 90 euro addebitati direttamente sulla bolletta della luce.
Ma se voi siete incontentabili, stufi di finanziare TeleMeloni e RadioMeloni, di sostenere una Rai che espelle Sigfrido Ranucci e Geppi Cucciari, insomma di sopportare un servizio pubblico già asservito al centrodestra di Mediaset, avete l’occasione vendicativa per farvi rimborsare il canone d’abbonamento a decorrere dall’8 agosto 2025, da quando è diventato pienamente applicabile il Media Freedom Act europeo (clicca qui).