Il buco di ozono sta lentamente recuperando.

Fu una grande battaglia a Spinetta Marengo, clicca qui quella che culminò nel Protocollo di Montreal del 1987 che ha consentito di eliminare oltre il 99% della produzione e del consumo delle sostanze controllate responsabili della distruzione dell’ozono.
Ma proprio mentre si celebra questo successo, dall’Antartide arriva un dato che mostra quanto complessa rimanga l’evoluzione del fenomeno. In occasione della Giornata mondiale per la salvaguardia dello strato di ozono, i dati dell’Organizzazione meteorologica mondiale confermano i progressi ottenuti grazie al Protocollo di Montreal. Ma dal monitoraggio Copernicus arriva un richiamo alla prudenza: il buco antartico del 2026 ha già raggiunto circa 25 milioni di chilometri quadrati, cinque milioni in più della media del periodo. Il buco di ozono sta lentamente recuperando: https://ambientenonsolo.com/ozono-il-recupero-continua-nel-2025-il-buco-antartico-tra-i-meno-intensi-degli-ultimi-trentanni/?utm_source=mailerlite&utm_medium=email&utm_term=Notizie_ambientali2026-09-21&utm_campaign=Notizie+ambientali+del+21+settembre+2026.
Il buco dell’ozono permette a una maggiore quantità di pericolose radiazioni ultraviolette (raggi UV-B) di raggiungere la superficie terrestre, provocando gravi danni alla salute umana, in particolare alla pelle (ustioni, eritemi, melanomi, carcinomi, epiteliomi), agli occhi (cataratta, cancri oculari, cecità), e al sistema immunitario.

A proposito di programmi: Meloni Vannacci.

Cento chilometri separano l’Eur da Orvieto, dove comizia quasi in contemporanea Roberto Vannacci. E dal laghetto del quartiere più razionalista di Roma, poco prima della mezza, Giorgia Meloni rilancia la sua sfida al generale “fetecchia” (copyright degli ex camerati del parà, scovato dal Giornale). Non lo cita mai, ma lo rincorre. La platea è quella dei ragazzi di FdI, la Gioventù nazionale, militanti disciplinati con magliette color verde militare. Meloni ricicla un paio di proposte già rimbalzate sui giornali in queste settimane: il tetto per gli studenti immigrati nelle classi e il divieto di burqa a scuola.
Sono tutte sterzate (e frecciate) verso Vannacci, innominato come al comizio di Bari sul governo “più longevo”. Meloni parte con quella che sembra una presa di distanza dalla proposta dell’ex militare di fare classi separate per i disabili. “Non devono esserci scuole aperte a qualcuno e precluse ad altri”. Sugli stranieri invece lo spartito è lo stesso: “Se in una classe la maggioranza dei bambini non capisce l’italiano, non è integrazione, è abbandono. Rischiano di imparare l’emarginazione. Non esiste che gli italiani siano la minoranza. Chiamarla integrazione è una menzogna”. Applausi. “Chi viene in Italia deve integrarsi, conoscere la nostra lingua, rispettare le nostre regole”. Segue annuncio, in realtà già nell’aria da tempo: “In cdm vareremo in provvedimento che introduce per legge il numero massimo di studenti stranieri per classe”. E ancora: ci sarà pure il “divieto di burqa. Siete d’accordo?”. I giovani meloniani si sbracciano e urlano. “Si direbbe di sì. A scuola si va a viso aperto”. Coretti: Giorgia-Giorgia-Giorgia!
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A proposito di programmi: Conte.

Alla chiusura di “Nova”, Giuseppe Conte ha portato sul palco i risultati delle votazioni degli iscritti Cinquestelle sui punti di programma. Non partecipatissime, visto che si sono espressi in 45.340, ovvero il 42% degli aventi diritto.
 Il 91,7% approva il passaggio più delicato: “Continuare a inviare armi allontana la pace”. Ma sono plebiscitarie anche le votazioni sul “primato del diritto internazionale” – 98,3% – e sul “no al riarmo europeo” (94,1). Numeri che gli consentono di porre come prima delle urgenze “il no al riarmo”, seguito dall’esigenza di “stracciare gli accordi con il governo di Israele”.
Poi Conte elenca senza dettagli le sue proposte: da un ministero apposito per le politiche migratorie e l’integrazione, a misure per un lavoro dignitoso, fino a una profonda riforma fiscale e alla tassazione degli extraprofitti.
Nient’altro.