
Comitati e Associazioni sostengono che il disinquinamento aria-acqua-suolo di Alessandria è possibile (almeno in parte) ma solo se si eliminano le produzioni di Pfas a Spinetta Marengo. Però Solvay si rifiuta perchè non vuole mettere al bando il business miliardario e preferisce risparmiare… con un investimento di 5 milioni di euro. Coi quali finanziare “personale dedicato e infrastrutture dell’Università del Piemonte Orientale finalizzati allo sviluppo di nuovi processi di depurazione e rimozione di inquinanti dal suolo, dalle acque di falda e dai reflui di processo attraverso l’uso di metodologie chimico-fisiche e biologiche innovative”.
Allo scopo, è stato inaugurato il RisPa, Centro di ricerca e sviluppo per il risanamento e la protezione ambientale. Codesto “Joint-Lab” con Solvay rappresenta una boccata di ossigeno per l’Università impegnata ad affermare “la missione di mettere la ricerca scientifica, la formazione e il trasferimento delle conoscenze al servizio della comunità, per affrontare sfide complesse come ad esempio quella ambientale”. Senza pretesa di risolvere il disastro sanitario e ambientale della Fraschetta dei Pfas e non solo.
Per Solvay il RisPa è pubblicità a buon mercato, che consente a Francesco Luccisano, Country Director per l’Italia di Syensqo, di esaltarsi: “Sviluppare la conoscenza scientifica per migliorare la qualità della vita delle persone è la missione per cui è nata Syensqo”. Questa è la missione, non è il profitto ad “lucrum quovis pretio” (il missionario Luccisano conosce il latino, non capisce un’acca di chimica e scienza, men che meno di ambiente, proprio così può spararle grosse perché, come da apprezzato curriculum, è “esperto” di relazioni pubbliche e diplomatiche, comunicazione e relazioni con i media; ci siamo capiti: per mestiere un mistificatore del greenwashing).




