
Provenienti da Italia, PFAS nelle acque sotterranee nel sito di un ex complesso industriale alla periferia di Gospić, capoluogo della regione montuosa Lika nella Croazia centrale, una delle regioni più spopolate tra la costa e il confine con la Bosnia Erzegovina, dove sono state individuate circa 37mila tonnellate di rifiuti industriali illegali in gran parte interrati e mescolati al terreno tra il 2022 e il 2024.
Secondo i risultati della Facoltà di Geotecnica di Zagabria, i PFAS sono penetrati nelle falde con un valore registrato di 200 nanogrammi per litro, il doppio dei limiti prescritti da normative europee e croate. L’illecito smaltimento ha fruttato un profitto stimato di almeno quattro milioni di euro.
La vicenda è diventata uno scandalo di portata nazionale in Croazia in seguito alla mobilitazione degli abitanti della Lika e 50mila persone sono scese in piazza a Zagabria: il disastro ambientale locale si è trasformato in una delle maggiori questioni politiche e di sicurezza in Croazia. ministro della Giustizia ha annunciato anche l’introduzione nel Codice penale di un nuovo reato, quello di ecocidio.