
Quando ha sottoscritto con Solvay il patteggiamento, col quale revocava la parte civile del Comune di Alessandria dal processo penale, scatenandosi addosso dalla bocca di Comitati e Associazioni ambientaliste una bufera di sarcasmi (“i trenta denari “…per tagliare l’erba nei cimiteri), avevamo commentato che il sindaco Giorgio Abonante si era giocato le residue probabilità di essere rieletto. D’altronde, era già stato al centro di aspre critiche per non aver agito contro Solvay quale massima autorità sanitaria locale, anzi, per tali giudizi aveva querelato Lino Balza per presunta diffamazione. Ora, aveva aperto addirittura la strada a Regione e Governo per un patteggiamento globale che salvava la multinazionale belga dalle condanne penali.
Oggi, la previsione sul futuro politico di Giorgio Abonante, bocciata anche in CGIL, è confermata dal “playbook” realizzato da “LAB 21”, direttore Roberto Baldassari. L’apprezzatissima società di consulenza strategica integrata, in partnership con il settimanale Il Piccolo, fa una lettura comparata del capitale politico delle amministrazioni di Alessandria, Acqui Terme, Casale Monferrato, Novi Ligure, Tortona e Ovada.
Anche Abonante supera (92,7%) la media italiana della visibilità, ovvero della notorietà fra i cittadini. E proprio qui casca l’asino, quando si passa dalla conoscenza alla fiducia, dal dominio dello spazio mediatico al consenso. La notorietà non fa che amplificare il malcontento della cittadinanza. Abonante, infatti, registra una fiducia del 34,5%, cioè una distanza abissale tra iper-notorietà e approvazione del suo operato fra i cittadini: innanzitutto per la tutela della salute. Il cittadino, che individua nel sindaco la prima autorità sanitaria del territorio, pretendeva atteggiamenti attivi per l’emergenza del polo chimico della Fraschetta, piuttosto che fare fronte comune con la destra in Regione.
In conclusione, nel dossier di LAB 21, la matrice diagnostica della legittimazione, che incrocia il livello di fiducia con l’intenzione di voto, pone Abonante in zona rossa: fuori della partita delle elezioni 2027 con appena il 32,1% di elettori disponibile a votarlo.
Ma l’elettorato vuole un reset radicale, non solo del primo cittadino. Il messaggio è chiaro alla coalizione, che si è retta sull’asse PD-Cinquestelle (peraltro gli ex grillini sono in crisi in tutta la provincia), e alla quale si sarebbe avvicinata AVS. Invece, il potente segretario PD alessandrino Rapisardo Antinucci, spalleggiato obtorto collo dal consigliere regionale Domenico Ravetti, ripropone la vecchia guardia locale attorno ad Abonante: “Per noi la conferma di Giorgio è una prospettiva naturale”. Anche se a Torino è già stato discusso l’“Amoveatur ut promoveatur”, clicca qui. Agli utili alleati il monito: o mangiate la minestra o saltate dalla finestra delle primarie.
L’analisi di LAB 21 è stata solo il primo tassello scientifico e editoriale, al quale seguiranno due focus dedicati ai consiglieri e assessori regionali del territorio, nonché ai deputati eletti in provincia. Ora sono tutti sul chi vive.