Idrocarburi in Basilicata.

Il Permesso di Ricerca di idrocarburi, denominato Serra S.Bernardo, distribuito sul territorio di 8 comuni della provincia di Potenza e 1 nella provincia di Matera, ritorna attivo dopo ben 8.749 giorni (24 anni circa) di sospensione temporale, concessi per vari motivi dal 1994 a giugno 2025. 
I Sindaci dei comuni interessati, il Coordinamento No Triv e persino l’Arpab hanno tentato, con lo strumento dell’Accesso agli Atti, di capire il prosieguo dell’iter amministrativo, ma le poche informazioni arrivano avvolte dal ben noto mistero del “segreto industriale”.
 
Chiediamo attenzione su una vicenda le cui ricadute rischiano ancora una volta di incidere negativamente sulle condizioni climatiche, ambientali, sanitarie, economiche, su una significativa area della Basilicata, e facciamo appello ai consiglieri regionali di opposizione ed ai deputati e senatori lucani, perché possano adoperarsi per esercitare il diritto di accesso agli atti e restituire ai cittadini il diritto di informazione.
 
Clicca qui il Coordinamento No Triv Basilicata.
 
Il movimento No Triv Basilicata (spesso unito al Coordinamento Nazionale No Triv e al movimento Mediterraneo No Triv)  è una rete attiva di comitati civici e ambientalisti per contrastare le estrazioni di idrocarburi (petrolio e gas) e la ricerca di nuovi giacimenti bei territori e nei mari della regione. 

15 anni dal referendum disatteso da tutti i governi. La battaglia per la ripubblicizzazione continua.

Questo è lo spirito che ci ha guidato, dal 2007 (legge di iniziativa popolare) a oggi, e ci ha condotto alla vittoria referendaria del 2011 della quale, i prossimi 12 e 13 giugno 2026, cadrà il 15° anniversario.

Gli otto governi (Berlusconi, Monti, Letta, Renzi, Gentiloni, Conte, Draghi e Meloni) che hanno attraversato il Paese in questo lasso di tempo, lo hanno, prima ignorato e deriso, poi combattuto in maniera trasversale.

……hanno vinto?
 
NO La battaglia per la ripubblicizzazione continua
 

Dopo Gaza Israele sta provocando il collasso del sistema sanitario in Cisgiordania.

Gli ospedali chiudono e si esauriscono i medicinali. I presidi fissi sono sovraffollati o situati in aree a cui è difficile accedere; per questo motivo, le squadre sanitarie mobili cercano di colmare le lacune nei villaggi rurali, sebbene con risorse limitate. Nelle farmacie pubbliche manca la maggior parte dei farmaci e molti pazienti non possono permettersi di acquistarli sul mercato privato. La confisca da parte di Israele delle entrate doganali ha peggiorato in modo significativo il debito del Ministero della Sanità palestinese, che avverte: presto non saremo più in grado di fornire i servizi sanitari essenziali. Il sistema sanitario palestinese teme un peggioramento della condizione dei pazienti con malattie croniche ed un aumento del tasso di mortalità, a causa delle gravi difficoltà di bilancio dell’Autorità Palestinese e dell’impoverimento della sua popolazione.
Clicca qui ZEITUN.

Non uno di più di 10 milioni.

L’Occidente per secoli ha depredato le immense risorse dell’Africa rendendola il continente più povero del pianeta.
L’Occidente, che ha deportato come schiavi oltre 10 milioni   di cittadini dalla Africa, oggi non accetta in Europa poche centinaia di migliaia di africani che fuggono dalla fame e dalle guerre fomentate dall’Occidente. Anzi, vuole scacciare quelli già emigrati. Clicca qui.