Dopo Gaza Israele sta provocando il collasso del sistema sanitario in Cisgiordania.

Gli ospedali chiudono e si esauriscono i medicinali. I presidi fissi sono sovraffollati o situati in aree a cui è difficile accedere; per questo motivo, le squadre sanitarie mobili cercano di colmare le lacune nei villaggi rurali, sebbene con risorse limitate. Nelle farmacie pubbliche manca la maggior parte dei farmaci e molti pazienti non possono permettersi di acquistarli sul mercato privato. La confisca da parte di Israele delle entrate doganali ha peggiorato in modo significativo il debito del Ministero della Sanità palestinese, che avverte: presto non saremo più in grado di fornire i servizi sanitari essenziali. Il sistema sanitario palestinese teme un peggioramento della condizione dei pazienti con malattie croniche ed un aumento del tasso di mortalità, a causa delle gravi difficoltà di bilancio dell’Autorità Palestinese e dell’impoverimento della sua popolazione.
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