
Voli gratuiti, alloggio pagato e screening del sangue a Bruxelles per le donne in età fertile. È la concreta iniziativa lanciata dall’eurodeputata di Europa Verde, Cristina Guarda, per sopperire a una grave mancanza del sistema sanitario italiano: l’impossibilità di accedere gratuitamente a esami specifici per rilevare la presenza di TFA (acido trifluoroacetico) e altri PFAS nel sangue, sostanze ritenute altamente nocive per la fertilità e lo sviluppo fetale.
L’iniziativa ha già coinvolto circa trenta donne – tra mamme, donne in gravidanza e giovani che pianificano una maternità – provenienti dalle aree contaminate del Veneto ma anche da altre regioni d’Italia.
I dati ematici raccolti, nel pieno rispetto della privacy, verranno aggregati e analizzati da un team di epidemiologi di fama internazionale. Tra questi figura il dottor Philippe Grandjean, l’esperto danese che ha definito i PFAS «il nuovo amianto» e che ha già testimoniato in aula al processo contro gli imputati del disastro ambientale della Miteni di Trissino.
Perché viaggiare fino a Bruxelles? Perché in Italia non ci sono laboratori che fanno questo tipo di analisi a tutti: sono gratuite o a pagamento solo per chi è sottoposto al biomonitoraggio.