Anche se, anche quando l’acqua torna pulita, i Pfas restano nel sangue.

Per eliminare i Pfas nel sangue, basta eliminare la fonte di esposizione, basta smettere di bere acqua contaminata di Pfas? Non basta: quando i Pfas sono entrati nel sangue ci restano: praticamente sono eterni. Il rischio di malattie è eterno. L’ha riconfermato una ricerca pubblicata nell’aprile 2025 sul Journal of Exposure Science & Environmental Epidemiology partendo dalla contaminazione di Hoosick Falls e Petersburgh, nello Stato di New York.
Allor quando eliminata la contaminazione (di Pfoa), la concentrazione di Pfas nel sangue è stata stimata dimezzata in circa 2,86 anni: circa 1,96 anni sotto i 18 anni e 3,55 oltre i 60. In altri studi, la media del dimezzamento (emitività) è risultata 3,8. Per altri Pfas: 5,4 anni.
Durante questo periodo, una volta filtrati dai reni, i PFAS tendono a essere parzialmente riassorbiti e legati alle proteine plasmatiche, e a permanere e ad accumularsi negli organi del corpo umano, ammalandoli. Di qui, gli effetti sulla salute: cancerogeni, aumento del colesterolo, alterazioni degli enzimi epatici, minore risposta anticorpale ai vaccini, esiti avversi della gravidanza, eccetera.
Dunque, anche quando cessa la contaminazione, anche quando dimezzato il Pfas nel sangue, gli effetti sanitari proseguono negli organi colpiti.