Pro e contro lo Stato Palestinese.

CONTRO

Amichai Eliyahu, ministro israeliano per il Patrimonio edilizio, ha dichiarato che l’utilizzo della bomba atomica su Gaza è “una delle possibilità” in campo. Le dichiarazioni di Eliyahu sono state fatte durante un’intervista alla radio Kol Barma, e sono state successivamente condivise su Twitter dal giornalista Yaki Adamker. Durante l’intervista, Eliyahu ha sostenuto che Gaza non merita aiuti umanitari a causa delle azioni di Hamas e ha suggerito che l’utilizzo di una bomba atomica su tutta Gaza potrebbe essere una delle opzioni. Quando gli è stato fatto notare che nell’enclave palestinese ci sono ostaggi, ha risposto che “in guerra ci sono anche dei prezzi”.

Israele dispone della bomba atomica e ha tenuto in carcere il tecnico nucleare Vanunu per averlo rivelato al mondo nel 1986. Il suo uso avrebbe un costo minore dei bombardamenti convenzionali. Il Primo Ministro Netanyahu si è dissociato.

PRO

Mordechai Vanunu, anche noto con il nome di battesimo cristiano John Crossman; è un ex tecnico nucleare israeliano di origine ebraico-marocchina, noto per aver rivelato l’esistenza delle armi nucleari segrete dello Stato di Israele. In seguito alle rivelazioni, agenti israeliani nel 1986 lo rapirono in Italia, lo drogarono e lo trasportarono in Israele, dove una corte lo processò in segreto con accuse di tradimento e spionaggio, condannandolo a 18 anni di prigionia. 11 dei quali passati in completo isolamento e, sottoposto a torture psicologiche e trattamenti inumani, tentativi di lavaggio del cervello. Egli rifiutò, come atti di nonviolenza e resistenza passiva, di rivolgere la parola alle guardie e ai membri dello Shin Bet in lingua ebraica (ma solo in lingua inglese), di leggere quotidiani israeliani che non fossero scritti in inglese e di guardare programmi televisivi che non fossero della BBC; rifiutò anche un trattamento psichiatrico.

Uscito di prigione il 21 aprile 2004, per scontare gli ultimi mesi in libertà vigilata, nonostante avesse quasi scontato l’intera pena è stato comunque sottoposto dalle autorità israeliane a notevoli restrizioni della libertà a tempo indeterminato, dal passaporto negato al divieto di parlare con giornalisti.  In seguito arrestato più volte. A favore di uno Stato Palestinese.

Vanunu è considerato da Amnesty International come un prigioniero e un perseguitato politico e gli è stato attribuito lo status di prigioniero di coscienza. Candidato al Nobel per la pace.