Processo Miteni: un caso di scuola.

Il processo in secondo grado per Miteni, davanti la Corte d’appello di Venezia, andrà ad incrociarsi con quello (il secondo) del Tribunale di Alessandria contro Solvay. Con la sostanziale differenza che ad Alessandria il processo è, per ora, imperniato sul blando reato di colpa, mentre quello di Venezia sul grave reato di dolo.  
In primo grado il tribunale di Vicenza aveva inflitto pene esemplari agli imputati. Secondo Claudia Marcolungo, docente di diritto ambientale all’Università di Padova, «il dibattimento in corso costituisce, comunque la si pensi, un passaggio imprescindibile della storia giudiziaria del nostro Paese». Da tempo infatti sono molti gli addetti ai lavori che vedono nel processo Miteni un caso di scuola.
Quali sono o quali saranno gli snodi cruciali di questo appello? Il nostro ordinamento, spesso ingabbiato tra l’incubo della prescrizione e l’estrema difficoltà nel provare il nesso di causalità rigorosa nei reati ambientali, ha sviluppato gli anticorpi per reggere l’urto di questo dibattimento?
«Direi che i temi centrali che le difese molto probabilmente svilupperanno saranno la sussistenza del dolo eventuale, ovvero la conoscenza e l’accettazione del rischio da parte degli imputati».
Cioè?
«Si chiederà al giudice di valutare il peso dell’inquinamento storico e il momento in cui il disastro si è consumato. Si chiederà poi di valutare il fatto che le sostanze non fossero regolate esplicitamente dalla legge e che l’attività fosse stata autorizzata e venisse monitorata dalle pubbliche autorità. Da ultimo immagino si dibatterà anche sulla pericolosità di queste sostanze e sull’applicabilità del reato di avvelenamento doloso delle acque».
Questo significa che le difese, in qualche modo, potrebbero chiedere che si valutino questi elementi come circostanze scriminanti ovvero di non punibilità per gli imputati?
«Sì».
E quindi?
«Siamo di fronte a temi complessi. Sarà un appello nel quale si materializzano sfide di ogni tipo. Poi, con ogni probabilità, si potrebbe finire in Cassazione. Comunque vada è un processo destinato a fare la storia nel diritto ambientale proprio per i temi che si porta dietro e per le conseguenze determinatesi, in gran parte irreversibili».