TFA ovunque, pane, pasta, latte, ortaggi, frutta, acque minerali, vino.

L’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) ha annunciato che la dose giornaliera tollerabile di TFA sarà ridotta da 0,05 milligrammi per chilo di peso corporeo al giorno a 0,014 milligrammi. Il TFA, classificato, è uno dei PFAS più diffusi nell’ambiente, presente nelle falde acquifere e superficiali, nelle precipitazioni, nell’acqua potabile e nelle acque minerali, oltre che in cereali, latte, ortaggi, frutta e vino.
 
Può derivare dalla degradazione di alcuni pesticidi PFAS, ma anche da gas refrigeranti, aerosol e altre sostanze impiegate nell’industria chimica. L’elevata persistenza e mobilità ambientale ne favoriscono l’accumulo nel ciclo dell’acqua e nelle colture agricole, rendendone particolarmente difficile il controllo della diffusione nella catena alimentare. Gli studi hanno evidenziato che modifica i livelli di tiroxina, un ormone prodotto dalla tiroide, gli effetti sullo sviluppo fetale negli animali, tra cui malformazioni, alterazioni del sistema immunitario e della tiroide e possibili effetti sulla fertilità.
 
La presenza del TFA non riguarda solo fiumi, falde acquifere e terreni agricoli. E’ presente ovunque negli alimenti. Secondo i recenti rapporti di PAN Europe, si concentra soprattutto nei cereali e derivati (pane, pasta, cereali da colazione) a causa dell’uso di pesticidi PFAS in agricoltura. Negli ultimi anni la sostanza è stata rilevata anche in diverse note acque minerali commercializzate in Italia (Acqua Panna, Levissima, Maniva, Esselunga Ulmeta e Saguaro Lidl ecc.). Diverse indagini di laboratorio e rapporti ambientalisti condotti in Italia hanno rilevato la presenza di TFA nei vini pregiati (Prosecco, Mionetto, Cinzano, Martini, Bolla, Bortolomiol, Villa Sandi, Valdo, Astoria e Carpenè Malvolti ecc.). Il test svizzero lo ha trovato in tutte le bottiglie di latte confezionato, anche nel bio.