Colpa delle leggi oppure degli avvocati e dei medici legali?

Studi legali e associazioni ambientaliste non tutelano i risarcimenti alle Vittime. Titolava il nostro servizio, affermando “Quando si tratta di reati ambientali e sanitari, gli avvocati in Italia non vanno  oltre le cause in sede penale, trovando più facile accodarsi alle iniziative dei Pubblici Ministeri, piuttosto che impegnare risorse e rischi per cause in sede civile, stante il disimpegno dei medici legali. Tali processi però propiziano insignificanti benefici per l’ambiente (vedi il libro Ambiente Delitto Perfetto), e ancor meno risarcimenti alle persone fisiche Vittime degli inquinamenti. Non così è in altri Paesi…”

Mentre tacciono i medici, abbiamo già pubblicato sul controverso argomento l’avvocato Roberto Barocci del Forum Ambientalista Grosseto (clicca qui) che così concludeva: “Quanti nel corso di decenni si sono spesi a difesa dei propri territori e dell’ambiente raccogliendo le sottoscrizioni su segnalazioni ed esposti inoltrati alle autorità e, successivamente, hanno dovuto constatare tra gli stessi cittadini la diffusa delusione e la rassegnazione profonda, debbono denunciare costantemente che tale legislazione tutela più gli interessi degli inquinatori che del “popolo inquinato”, come ebbe a scrivere il magistrato Gianfranco Amendola”.

Interviene anche l’avvocato  Stefano Deliperi per il Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG). “Buongiorno Lino, leggo volentieri la newsletter, spesso concordo, talvolta proprio no. E’ il caso di https://www.rete-ambientalista.it/2023/12/20/studi-legali-e-associazioni-ambientaliste-non-tutelano-i-risarcimenti-alle-vittime/. Il motivo è molto semplice: la normativa negli Stati Uniti è molto diversa da quella vigente in Italia. La c.d. azione di classe è stata introdotta nel nostro ordinamento con la legge 12 aprile 2019, n. 31 [32], che ha delineato l’azione di classe di cui all’art. 840 bis c.p.c. [33] e l’azione inibitoria collettiva ai sensi dell’articolo 840 sexiesdecies c.p.c. [34] Ambedue hanno caratteristiche piuttosto stringenti (es. riguardano solo parzialmente ambiente e territorio) e ancor più stringenti sono i criteri per il riconoscimento delle associazioni che possono proporle (D.M. Giustizia 17 febbraio 2022, n. 27 [35]). Il GrIG, per esempio, è l’unica associazione ambientalista intervenuta ad adiuvandum davanti al Tribunale di Milano e alla Corte di Giustizia europea nell’ambito della causa promossa da numerosi cittadini di Taranto avverso l’inquinamento industriale dell’ex ILVA, di cui avete scritto recentemente (https://www.rete-ambientalista.it/2023/12/20/fermare-gli-impianti-ilva-si-deve-secondo-la-cittadinanza-si-puo-secondo-la-corte-europea/), ma non avrebbe potuto promuoverla direttamente. Le norme statunitensi e italiane sono ben diverse, è bene saperlo prima di fare qualsiasi considerazione. Buona giornata e i migliori auguri per un sereno Natale.

  1. Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG) Stefano Deliperi

Interviene anche Livio Giuliani.

“Caro Lino, non per contraddirti (non sono un avvocato) ma non è che in Italia gli avvocati ambientalisti non siano abbastanza preparati per lanciare le class action. È che la procedura civile, per le class action, è assolutamente incivile e non permette ad un legale di investire anni di lavoro in una sola causa, perché mai rientrerà delle spese. Infatti l’istituto italiano della class action non assicura  realmente che chi ha interesse all’affare trattato debba rivolgersi all’avvocato che ha intrapreso la class action. Purtroppo, se esiste l’istituto della class action è perché Bordon si impegnò, come sua abitudine, con spirito eroico. Ma poi morì prima di vedere che la procedura non funzionava edi poterla emendare. Noi abbiamo la Civil Law e la class section è un innesto ulceroso di Common Law, soggetto a rigetto. D’altra parte non è che in USA funzioni così bene la difesa legale delle vittime di disastro ambientale, altrimenti non ci sarebbe la devastazione del suolo per il fracking petrolifero, che è una pratica ormai incontrastata (e che il nostro diritto amministrativo verosimilmente impedirebbe meglio della class action): pratica che è tra le concause dell’aggressione alla Russia fino all’ultimo ucraino. Infine c’è da osservare che la nostra procedura penale non è così irrilevante, se si pensa alla condanna del signore dell’amianto tedesco Non è colpa dei nostri istituti giuridici se il nostro Paese ha una classe politica così pavida da non pretenderne la pena fino a espiazione e da accettare che colui la faccia franca protetto dall’ignobile stato tedesco.

Con i miei migliori auguri di stagione. Livio”