Una chiesa finalmente pacifista.

E’, nel solco di papa Francesco, la chiesa rappresentata dalla CEI (Conferenza Episcopale Italiana) presieduta dal cardinale Matteo Zuppi.  Boicottare aziende e banche armate. Sì all’obiezione professionale. No leva ma servizio civile obbligatorio. Niente stellette per i cappellani militari. E’ quanto propone la Nota pastorale “Educare a una pace disarmata e disarmante” diffusa dalla Cei nell’Assemblea generale di Assisi.
“La produzione e il commercio di armi innescano meccanismi economici che tendono a perpetuarsi, sostenendo e talvolta fomentando conflitti o supportando regimi autoritari”. La Cei spinge al boicottaggio: “Alla presa di distanza da quelle economie che sostengono la produzione e il commercio di armi; così come ai disinvestimenti per non sostenere gli acquisti dei titoli azionari dell’industria militare, quelli che contribuiscono all’economia di guerra e indirizzano, seppur inconsapevolmente, l’impegno militare da parte dei governi”.
Loda “l’obiezione professionale”: il rifiuto di mettere le proprie competenze professionali e lavorative a servizio di aziende orientate alla produzione di armi”, discorso che ricorda gli scioperi dei portuali che negli ultimi mesi si sono rifiutati di lavorare nei porti italiani ed europei al trasporto di armamenti.
In alternativa alla leva obbligatoria la Cei oppone “il servizio civile obbligatorio”: che porta “a scoprire che la difesa della patria non si assicura con il ricorso alle armi, ma passa per la cura della civitas, attraverso l’obiezione di coscienza e il servizio civile”. Ci ricordiamo don Milani: “L’obbedienza non è una virtù”?
Infine, propone la “smilitarizzazione” dei cappellani militari: senza stellette, senza carriera: “figure non legate all’ambiente militare, ma forme nuove di assistenza spirituale per le forze armate, che tengano anche conto dei cambiamenti del ruolo delle donne e degli uomini che compiono questa scelta”.