fotovoltaico made in solvay

Se una azienda, per nasconderli, a suo tempo ha seppellito i veleni prodotti in discariche sotterranee, e poi una volta smascherata, oggi invece di toglierli, bonificarli, li nasconde ulteriormente, li mimetizza con una copertura, ebbene voi come giudicate l’operazione se non come una frode? Si può invece ( Il Piccolo, Enrico Sozzetti) ribaltare la realtà e trasformare l’occultamento in una lodevole iniziativa ecologica. Si può titolare: “Anche il fotovoltaico nel futuro della Solvay”. Il grande inquinatore, infatti, invece di bonificare ha ricoperto con pannelli le discariche tossico nocive. Intanto lo stesso giornale non spende una parola sulla inquietante indagine epidemiologica (vedi sotto).

Quale Di Questi Articoli Voi Avreste Messo In Prima Pagina?

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Nessuno probabilmente. Nell’intento di fare un giornale di caratura provinciale, voi privilegereste notizie di rilievo territoriale: problematiche sociali, inchieste, approfondimenti, dibattiti ecc.
Il Piccolo ha posto le rose in prima pagina e seppellito in quattordicesima le buche sulle strade. Le proteste dei cittadini non sono gradite alla Giunta di centrodestra. L’indignazione per l’improbabile sputo sacrilego sugli spogli roseti (e non sugli operai) vorrebbe essere di sostegno all’Amag (il Comune). Infatti la scelta del sindaco di comprare un capitale di rose, invece che piantare alberi utili alla salute dei cittadini, ha suscitato non poche critiche. Meglio non metterle in prima pagina, come si faceva quando la giunta era di centrosinistra. Il modello è tutt’altro che Wikileaks.

Sempre per precisa linea editoriale, il giornale mette in evidenza l’amianto alla caserma Valfrè giustamente segnalato dai cittadini, mentre fa silenzio assoluto sulle quantità ben più rilevanti alla Solvay e addirittura da noi denunciate alla Procura.

Giornali Che Non Fanno Informazione

Ne sappiamo qualcosa noi, dei giornali che non ci pubblicano (esemplare è l’informazione de Il Piccolo a favore della Solvay). Così avviene per il TAV terzo valico ad opera, nell’occasione, della censura de Il Novese, che non ha pubblicato l’intervento dell’associazione “AFA Amici delle ferrovie e dell’ambiente”. Per leggere l’intervento censurato a Antonello Brunetti, clicca qui.

Giornata Internazionale Della Nonviolenza

Sabato 2 ottobre 2010, l’Onu celebra la “Giornata internazionale della nonviolenza“, ma all’Italia istituzionale e mediatica non interessa. In programma non c’è niente. Non un’iniziativa, non un discorso ufficiale, non una menzione. Ma che volete: probabilmente, non sanno nemmeno che esiste la Giornata della nonviolenza! E poi, perché mai politici e giornalisti dovrebbero perdere tempo a parlar di pace e di nonviolenza? Con tutto quello che hanno da fare! Lascia perdere!!
Se la nonviolenza non ci interessa, occupiamoci almeno della violenza che sta dilagando dentro e fuori i nostri confini. Da dove vogliamo cominciare? Dalla violenza mafiosa e criminale che si è impossessata di tanta parte dell’economia del nostro paese? O dalla gente che tutti i giorni subisce le sue angherie? Dalla violenza con cui corrotti e corruttori stano uccidendo la vita democratica del nostro paese? Oppure da quella che ci viene inferta a piene mani da chi non paga le tasse e prospera nell’illegalità e nell’abusivismo? Dalla violenza che domina il dibattito politico e la vita delle nostre istituzioni? O dalla violenza mediatica con cui stampa e TV cancellano la vita reale delle persone e soffocano le loro grida di aiuto? Oppure dal modo con cui si impone il bavaglio alla società civile responsabile? Di cosa vogliamo parlare? Della violenza che si consuma dentro le mura domestiche contro le donne e i bambini? O di quella che esplode nelle nostre città? E di quella che stanno vivendo i tanti operai, insegnanti, impiegati che stanno perdendo il lavoro? Della violenza sui bambini a cui viene negata la mensa a scuola o di quella sui rom che cacciamo a forza dalle nostre città? Vogliamo parlare della violenza con cui trattiamo e respingiamo gli immigrati e chi fugge da miseria, guerre e persecuzioni? Oppure vogliamo dedicare un po’ d’attenzione alla violenza che subiscono tutte quelle persone che una politica dissennata ha impoverito e umiliato? O della violenza sui giovani che oggi non riescono a trovare né un lavoro né un futuro? E della violenza che la TV ci rovescia addosso tutti i santi giorni a tutte le ore, che ne diciamo? E quella che usiamo per distruggere l’ambiente in cui viviamo o per vivisezionare gli animali? E di quella che sta facendo saltare il resto del mondo, quando ce ne vogliamo occupare? Del sangue che scorre in Afghanistan, in Terra Santa o in Somalia? Di quello che succede nelle carceri iraniane, birmane o libiche?