Salvini e Taiani contestano i 15mila No Ponte.

A Messina un corteo dai toni trionfali, dopo la bocciatura da parte della Corte dei Conti, per chiedere la definitiva pietra tombale al progetto sbagliato e illegittimo dello Stretto e “utilizzare le risorse destinate al ponte, 15 miliardi di euro, per i bisogni inevasi dei nostri territori, investimenti nella sicurezza del territorio infrastrutture concrete che migliorino la vita delle persone.”
Ma Taiani e Salvini rilanciano in Europa: “Il Ponte sullo Stretto tornerà utile se dovesse essere necessario far evacuare i cittadini italiani in caso di un attacco da Sud. Un’opera strategica, che potrebbe implicare la sua inclusione nei finanziamenti NATO. Basterà rafforzare la progettazione per sopportare il peso dei carichi militari”.

Questo movimento si trasformerà davvero in un fenomeno globale?

Per farlo, dovrà navigare ferocemente controvento: sfidando i media tradizionali, il potere economico, l’industria militare, l’incapacità di comprensione e l’ignavia dei partiti (occupati nel balletto di Atreju). La sua forza la dirà il tempo: o si evolve per continuare a crescere, oppure è destinata ad appassire come tante altre prima.
 
Dalla banchina del Porto di Genova, una folla di migliaia di manifestanti, ci riporta, proprio a Genova al Movimento No Global: questa volta con Francesca Albanese, Greta Thunberg, Thiago Avila, Yanis Varoufakis, José Nivoi, Maria Elena Delia, Moni Ovadia…

Scoppiano le bollicine pfas nel prosecco.

Luca Zaia, che ha appena passato il testimone leghista di presidente della Regione Veneto (dopo aver raggirato per dieci anni i comitati no pfas), è l’indiscusso protagonista del “fenomeno” delle bollicine venete: fu lui, nel lontano 2009, quando era ancora ministro dell’Agricoltura a estendere la zona di produzione fino al comune di Prosek, in Friuli-Venezia Giulia; sempre lui, a vincere la battaglia con i croati che si erano azzardati a chiedere il riconoscimento del marchio doc; ancora lui a trasformare il Prosecco nella denominazione italiana più esportata nel mondo.
 
Però, ora questo successo si incrina. Ci pensa il Salvagente a far scoppiare le bollicine: le analisi su 15 bottiglie dei marchi di Prosecco più diffusi in commercio hanno dimostrato in tutti i casi la presenza di pesticidi e di tracce elevate di acido trifluoroacetico (Tfa), il metabolita dei famigerati Pfas. I risultati dei test verranno presentati sul numero di dicembre del mensile che si occupa di truffe ai consumatori.