Bisogna eliminare i PFAS dal Pianeta come fu fatto per l’insetticida DDT dagli Anni 70.

La contaminazione di esseri viventi e piante sta diventando un’emergenza mondiale. L’Italia ha guadagnato il triste primato del più grande inquinamento del mondo da PFOAClicca qui lo studio internazionale. E invece a Spinetta Marengo (Alessandria) Solvay pretende addirittura l’autorizzazione dalla Provincia per la produzione di C6O4.

All’assemblea Fridays For Future di Alessandria il grido d’allarme dal Veneto.

Mamme No PfasGreenpeace, Legambiente, lanciano un nuovo grido d’allarme per chiedere impegni concreti sul fronte ambientale e  sanitario, clicca qui:  https://www.vicenzareport.it/2020/02/pfas-nuovo-grido-dallarme-in-veneto/

Il PFOA non scompare praticamente mai dall’ambiente e dal nostro organismo,  è utilizzato produzione di polimeri fluorurati usati per realizzate abiti, scarpe, utensili di ogni tipo: clicca qui:  https://www.greenme.it/vivere/salute-e-benessere/effetti-bpa-bambine/ .

Il direttore Solvay a Spinetta ammonirà Friday For Future: “La chimica non può non inquinare”.

Leonardo Capogrosso da benestante pensionato vive a Spinetta Marengo a due passi dallo stabilimento che ha diretto per anni, e dunque non mancherà di partecipare all’assemblea indetta il 7 febbraio a Spinetta da Friday For Future. Nell’occasione potrà esporre la sua nota tesi difensiva al processo che lo vedeva imputato per avvelenamento delle falde e per falsificazione dei rilevamenti dell’inquinamento. Capogrosso infatti si dichiara innocente perché “Tutte le aziende chimiche inquinano. Non è possibile  produrre chimica senza inquinare”. Capogrosso, come l’attuale direttore Andrea Diosso, ripeterà che “gli dispiace immensamente per la diffusione dei tumori sopra ogni mediaperò, esame di coscienza a parte, i tribunali dovrebbero assolverlo perché “ non ci sono elementi certi per collegare questi dati con la storia del polo chimico”. Chi non potesse ascoltare Caporosso venerdì 7 a Spinetta, può leggere la sua esemplare intervista: clicca qui.  

Strage di Viareggio: condanne scontate per la prescrizione.

Prescrizione  scattata per i reati di incendio colposo e lesioni personali colpose. Nella notte del 29 giugno 2009, un convoglio di gas propano liquido deragliò all’altezza della stazione di Viareggio, mentre viaggiava a 90 chilometri orari. A causare il disastro fu la frattura di un assile (un fusto di acciaio che collega due ruote sotto a una cisterna). La cisterna si squartò mentre il treno era ancora in corsa provocando la fuoriuscita del gpl. L’incendio esplosivo avvolse le vie accanto alla stazione, uccidendo le persone nelle loro case o mentre erano per strada: 32 le vittime. Clicca qui.

La Valsusa non si ferma mai.

Clicca qui tutte le prossime iniziative di lotta NoTav nella newslettera di Doriella&Renato:  Antifascismo, Mal di Balcani, Friday For Future, Contro la repressione, CAAT, A21, Clima e aggiornamenti. La newlettera è postata anche ogni giovedì su Trancemedia.EU nella sezione Sotto il Moloch: https://www.trancemedia.eu/sotto-il-moloch/

Ad alta tensione l’assemblea di Friday For Future ad Alessandria.

All’Assemblea indetta per il 7 febbraio  a Spinetta Marengo da “Friday For Future” in merito all’emergenza nazionale PFAS, le “Mamme No Pfas” hanno annunciato la partecipazione dal Veneto con un documento (clicca qui) intitolato “Solidarietà a tutta la popolazione di Spinetta Marengo che si sta mobilitando contro il grave inquinamento da pfas provocato dalla multinazionale Solvay. La vostra lotta è la nostra lotta!”. Per mezzo secolo è stata la “mia” lotta, fra rappresaglie compreso il licenziamento. Più di una volta ho ammonito gli spinettesi: avete ciò che meritate, avete la salute che merita la  vostra  passività nei confronti di Montedison e Solvay (e dei loro complici). All’assemblea le “Mamme No Pfas” troveranno sulle barricate gli spinettesi sotto la scossa dell’indagine epidemiologica che, pur monca dei nessi causali fra veleni e morti, di nuovo conferma per la Fraschetta (Spinetta) i tumori anche  al 50 per cento in più? Li troveranno sul piede di guerra perché, a dodici anni dalla nostra denuncia nazionale anche in magistratura, la Regione Piemonte non ha ancora avviato -a differenza della Regione Veneto-  il monitoraggio dei valori  PFOA nel sangue della popolazione, abnormi fra i lavoratori? Oppure li troveranno ancora sotto shock dopo le assoluzioni al processo per l’avvelenamento delle falde ad opera di un cocktail  di 21 cancerogeni, ai quali va aggiunto il PFOA che l’Arpa aveva “dimenticato” di accertare? O invece le “Mamme No Pfas” troveranno gli spinettesi innalzare la bandiera della vera bonifica dei milioni di tonnellate di veleni sotterrati, minacciando i politici che li stanno ingannando? Li troveranno con le armi puntate sulla Provincia intenta, nel silenzio dei sindacati, a concedere a Solvay addirittura l’autorizzazione AIA a nuovo C6O4: il sostituto altrettanto pericoloso del PFOA?   Li troveranno ancor più armati di sdegno alla lettura della mia “Lettera aperta” (clicca qui) alla “Commissione Ecomafie” che aveva ascoltato le omissioni e i falsi di Solvay e Arpa Piemonte intente ad occultare le loro  responsabilità storiche dolose o colpose, in particolare in merito all’inquinamento da PFOA? Insomma, il 7 febbraio le “Mamme No Pfas” troveranno gli spinettesi in lotta, o almeno presenti in massa in assemblea? Mi auguro di confermarlo nel prossimo “Post” sul Sito della Rete Ambientalista, 215esimo nello specifico dei PFOA.

Lettera aperta alla “Commissione Ecomafie” (se veramente vuole approfondire la verità).

La “Commissione parlamentare Ecomafie” ha convocato il direttore generale di Arpa Piemonte Angelo Robotto e i rappresentanti dello stabilimento Solvay di Spinetta Marengo (il plenipotenziario Marco Colatarci, accompagnato da Stefano Bigini e Andrea Diotto). Tra omissioni e falsi storici, essi hanno raccontato la loro versione del disastro ecosanitario di Spinetta Marengo (Alessandria), ovvero delle loro  responsabilità storiche dolose o colpose, in particolare in merito all’inquinamento da PFOA. Il Sito del “Movimento di lotta per la salute Maccacaro”, con i suoi 215 specifici “post” è una specie di antologia di fatti, denunce e commenti sul PFOA. E’ augurabile che la Commissione ad esso faccia riferimento se intende veramente approfondire la verità dei fatti. Mi limiterò a segnalare gli ultimissimi “post”: (continua)

Sindacati e cittadini di fronte al drammatico studio epidemiologico di Alessandria.

Le “Mamme No Pfas del Veneto interverranno a Spinetta Marengo“per portare la loro testimonianza di lotta alla ricerca di verità”, clicca il link https://www.vvox.it/2020/01/31/pfas-no-lezioni-da-enti-che-hanno-inquinato/ . Le Mamme sono davvero incazzate: https://www.facebook.com/mammedanordasud/?ref=page_internal .

E gli Alessandrini, in particolare gli Spinettesi, sono altrettanto incazzati? Sembrerebbe di no a leggere i  temi critici proposti dai sindacati CGIL e UIL in assemblea pubblica  (al link  https://radiogold.it/cronaca/212780-vivere-fraschetta-21-gennaio-incontro-salute-sicurezza-spinetta/) , cioè in scaletta di priorità: condizione delle strade, esondazione del Rio Lovassina, manutenzione degli edifici scolastici, cimiteri, spazzatura e… stato di salute. Lo slogan gridato è “16.500 cittadini della Fraschetta dicono basta!”.  Ben altro punto avrebbe dovuto essere all’ordine del giorno: “Lo studio epidemiologico di Arpa e Asl, dove i dati dei ricoveri ospedalieri fanno emergere che a Spinetta ci si ammala almeno il 50 per cento in più che nel resto della città”. Evidentemente sono considerate “Tutte bufale”, come è stato concesso di commentare al  capo del personale della Solvay, Paolo Bessone. Al riguardo, significativi sono i servizi su La Stampa, cliccali: https://www.lastampa.it/alessandria/2020/01/23/news/gli-abitanti-in-assemblea-spinetta-marengo-abbandonata-da-40-anni-1.38371736 . Che dire? Ancora una volta: gli spinettesi hanno la salute che si meritano! compresi i sindacati conniventi e collusi!

Un soprassalto di dignità è insorto (clicca qui: https://www.lastampa.it/alessandria/2020/01/23/news/spinetta-abbandonata-perche-non-c-e-stata-un-assemblea-pubblica-per-i-dati-sui-tumori-1.38371791 ) nel segretario provinciale CGIL  Franco Armosino, polemizzando contro il Comune per non aver presentato lo studio epidemiologico alla popolazione, soprassalto subito represso:  ipocritamente rinunciando a commentare i drammatici dati che pur conosce benissimo, se non altro perché completi glieli abbiamo perfino inviati. E’ lo stesso sindacato che per trenta  anni ha “tollerato” il PFOA (celeberrimo il volantino Filcea CGIL che ci rideva sopra) e che ora tace sul C6O4.

PFOA emergenza piemontese e non solo veneta.

La Regione Veneto,  a differenza dell’omologa amministrazione Piemonte, è stata costretta a muoversi sul disastro PFAS e risponde alle accuse (clicca il link https://www.veronasera.it/attualita/pfas-isde-regione-veneto-18-gennaio-2020.html ) scaricandole sul Governo e rimarcando che sta “ attuando il più grande screening locale mai effettuato in Italia”, e punta il dito sul Piemonte: “Non è un problema del Veneto, quando è emerso che nella questione è coinvolta buona parte del territorio italiano e che analisi scientifiche effettuate hanno portato a svelare che nelle acque del fiume Po esistono quantità di Pfas di nuova generazione (quelle scaricate da Spinetta Marengo n.d.r.) quasi 2.000 volte superiori che sotto l’azienda Miteni di Trissino”. I medici dell’ISDE replicano (clicca il link http://www.quotidianosanita.it/m/regioni-e-asl/articolo.php?articolo_id=80652 )  l’ inerzia della Regione Veneto per 7 anni da quando è scoppiato il caso Miteni.  Che dire della Regione Piemonte per 22 anni da quando abbiamo fatto scoppiare il caso Spinetta Marengo? Non a caso il presidente veneto Luca Zaia cerca di nascondersi davanti alla Commissione Parlamentare Ecomafie: “Non siamo l’unica terra degli inquinati”: clicca il video https://www.rainews.it/tgr/veneto/video/2020/01/ven-Veneto-Pfas-b68c61be-09df-4f0a-98e8-719f23cc611b.html  .

L’allarme PFOA che lanciammo nel 2008 riguardava tutta l’area del Po.

L’allarme PFOA che lanciammo nel 2008 riguardava tutta l’area del Po, non solo  l’alessandrino dove Solvay di Spinetta Marengo scaricava in Bormida, si veda ad esempio il video.  L’allarme si espanse dalla denuncia in Procura di Alessandria  e dai mass media, si veda ad esempio un link del 2009 https://www.ilsecoloxix.it/basso-piemonte/2009/09/08/news/tanaro-e-bormida-e-allarme-1.33219880

Però sugli stessi organi di informazione https://www.ilsecoloxix.it/basso-piemonte/2009/09/08/news/l-arpa-fiumi-nessun-allarme-1.33219903   (e, si presume,  nella relazione alla Procura) l’Arpa, per bocca dello stesso direttore regionale Enrico Garrou, negò  che gli abnormi livelli di contaminazione PFOA presenti in Bormida, Tanaro, Po fino alla foce, meritassero l’allarme : “Zero allarmismo. Il rischio è minimo”. Di rincalzo l’assessore  regionale all’Ambiente Nicola De Ruggero: “Non invertiamo le priorità, a noi preme  la bonifica del cromo esavalente” …al punto che nel 2020 neppure è stata avviata. Invece, nel 2009 addirittura, per assessore provinciale all’Ambiente Lino Rava:  “Il piano di bonifica  sta volgendo al termine”.

A questi autorevoli personaggi non parrà vero che oggi  per controllare l’inquinamento delle acque di laghi e fiumi siano in arrivo dei droni acquatici (vedi link  https://www.msn.com/it-it/notizie/tecnologiaescienza/droniin-campocontro-inquinamento-acque/ar-BBZnkRu), o che la Du Pont sia stata costretta ad acquistare costosissimi filtri ad osmosi inversa per cercare di rimuovere i PFAS che hanno contaminato le acque e che sono nel sangue.

Contaminazione PFOA anche attraverso la pelle.

Studi scientifici di primario livello  dagli Stati Uniti confermano come i PFAS penetrino nel sangue anche  con il contatto attraverso l’epidermide, non solo per inalazione e ingestione. Anche questo allarme l’avevamo lanciato -almeno dal 2008 con la denuncia altresì in magistratura- quando rivendicammo l’eliminazione del PFOA alla Solvay di Spinetta Marengo e le analisi cliniche dell’Asl sui lavoratori e i cittadini, nonché quando chiedemmo gli accertamenti medico scientifici preventivi sull’utilizzo del C604, altrettanto pericoloso sostituto del PFOA. Ma le autorità sanitarie del Piemonte hanno fatto orecchie da mercante, anzi Solvay attualmente conta sulla convivenza di Provincia e sindacati per ottenere all’ampliamento del C6O4 tramite  autorizzazione AIA che finora abbiamo bloccato con l’intervento di Legambiente. La Regione Piemonte continua a giocare una partita pericolosissima sulla pelle degli alessandrini. Clicca qui il link:  

https://www.veronasera.it/attualita/pfas-attraverso-pelle-guarda-regione-veneto-19-gennaio-2020.html

Alla Camera i Medici per l’Ambiente: Pfas un disastro sanitario.

I Medici per l’Ambiente alla Camera dei Deputati: è un disastro sanitario, i PFAS sono una delle più gravi emergenze ambientali mai affrontate, che richiede studi epidemiologici e interventi di bonifica. Clicca i link sui giornali e le TV:

https://www.repubblica.it/salute/medicina-e-ricerca/2020/01/16/news/pfas_in_veneto_tra_piu_gravi_emergenze_per_salute_e_ambiente-245940873/

http://www.rai.it/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-aa80c07f-8580-4a75-85db-05260a8457a4-tg1.html

https://www.rainews.it/tgr/veneto/video/2020/01/ven-medici-pfas-camera-documento-regione-veneto-36e6a716-aec2-4589-b32d-7c22156eba10.html

https://www.veronasera.it/attualita/pfas-isde-regione-veneto-18-gennaio-2020.html

I PFOA alterano la coagulazione del sangue e fanno danni al cuore.

La conferma dell’Università di Padova: su tutti i giornali e TG: clicca i link. Ma per Spinetta Marengo Solvay pretende l’autorizzazione a produrre C6O4 contando sulla complicità della Provincia di Alessandria e dei sindacati.

Pfas: alterano la coagulazione del sangue e aumentano il rischio cardiovascolare

«I Pfas alterano il sangue e fanno danni al cuore»

Esposizione ambientale ai composti perfluoroalchilici (PFAS) altera coagulazione del sangue

Pfas: alterano coagulazione sangue, la scoperta a Padova

I Pfas alterano la coagulazione del sangue, la scoperta a Padova

Collegamento tra Pfas e malattie cardiovascolari: le conferme da una ricerca italiana

https://www.tgcom24.mediaset.it/salute/salute-c-un-legame-tra-pfas-le-sostanze-chimiche-presenti-in-vernici-e-farmaci-e-le-malattie-vascolari_13889246-202002a.shtml

https://www.padovaoggi.it/attualita/scoperta-padova-pfas-alterano-coagulazione-sangue-padova-24-gennaio-2019.html

https://ilbolive.unipd.it/it/news/pfas-alterano-coagulazione-sangue?amp=

Medici per Ambiente richiama le Società medico scientifiche.

Nessuno sa quante siano veramente le società medico-scientifiche che operano in Italia tra poca trasparenza e conflitti d’interesse. ISDE le ha chiamate a confronto  muovendole alla  consapevolezza della necessità di porsi come obiettivi imprescindibili, oltre a quelli diagnostico-assistenziali, il perseguimento della sostenibilità economica e ambientale, l’attenzione al binomio ambiente-salute, il recupero del senso etico della professione medica. Clicca qui.

La produzione di cemento è la terza più importante sorgente di emissione di CO2.

Dopo l’uso dei fossili e il cambio dell’uso del suolo. Rappresenta il 90% delle emissioni globali di tutti i processi industriali. Le grandi opere da molti invocate richiedono molto calcestruzzo (quindi cemento) e anche questo dovrebbe far riflettere ed entrare come fattore determinante nelle scelte politiche.  Clicca qui  Dario Zampieri.

Omicidio volontario per lo svizzero Schmidheiny che esprime “odio per gli italiani di questo stato fallito”.

Clicca qui il commento di un giovane lavoratore precario.

“Non ho intenzione di vedere una prigione italiana dall’interno”. Intanto non è riuscito a schivare la prescrizione ma sarà chiamato in udienza a Novara  il 27 novembre nel filone piemontese Eternit bis per omicidio doloso di 392 lavoratori e cittadini di Casale Monferrato. E dovrà vedersela, per le  morti da amianto  di Bagnoli e Rubiera, nei tribunali di Napoli e Reggio Emilia. Clicca qui la “Rete nazionale per la sicurezza e salute sui posti di lavoro e sul territorio”.

Dibattito. Grazia o amnistia sociale?

Nicoletta Dosio è in carcere per una condanna a un anno, per violenza privata e interruzione di pubblico servizio in concorso con altri perché aveva retto uno striscione, al bordo dell’autostrada, nel corso di una manifestazione No Tav. Nicoletta ha ritenuto di non doversi trasformare in carceriere di sé stessa, di non avere nulla di cui pentirsi e, per questo, di non doversi riabilitare. Dunque non ha chiesto misure alternative alla galera per trasformare il suo “corpo detenuto”, in un’“un’arma non violenta” che denuncia a sua volta l’abuso di repressione della Procura di Torino – decine di processi, centinaia di indagati e condannati, misure di prevenzione, fogli di via – contro il più duraturo conflitto ambientale e sociale di questo paese. Analogamente avverrebbe  in molte parti giudiziarie dell’Italia. E’ stata lanciata una petizione di richiesta di “grazia” ma Nicoletta ha espresso il suo «No a richieste di grazia o a provvedimenti di clemenza che riguardino soltanto la mia persona», invitando a invece a parlare di “amnistia sociale”. Su questo tema clicca qui un intervento di Italo Di Sabato.

PFAS/PFOA incriminati dagli Usa all’Italia, ma in Italia solo il Veneto si muove.

I medici Isde (associazione italiana medici per l’ambiente): in Veneto emergenza sanitaria e ambientale, sono necessarie azioni urgenti, come la mappatura dei pozzi e studi epidemiologici per individuare gli effetti degli Pfas sulla salute della popolazione. Le responsabilità della Regione.  Clicca:

WIRED clicca qui   

Verona sera clicca qui

TGR Veneto clicca qui

TG1 clicca qui

La Repubblica clicca qui

Terra Nuova clicca qui

Prosegue il piano di screening: clicca qui  

Il 20% delle donne under 30 malate di tiroide: clicca qui 

Dupont, Chemours e 3M davanti al Congresso per la contaminazione da PFOA: clicca qui

Anche Solvay tra gli accusati del crimine: clicca qui

Al GUP avviato il processo Eternit bis: per Schmidheiny sia omicidio volontario.

A Casale ci dovrebbe essere una terza lapide: oltre a quelle della prima e seconda guerra mondiale, anche per i morti di amianto.

Riguarda 392 morti d’amianto (62 lavoratori e 330 residenti) su 2.500 vittime casalesi (e la strage continua!). Il “filantropo” sapeva quanto meno dal 1976 e pilotò la disinformazione. Dopo la vergognosa assoluzione della Cassazione (vedi Ambiente Delitto Perfetto di Barbara Tartaglione e Lino Balza, prefazione di Giorgio Nebbia), il processo Eternit Bis è stato frazionato in 4 filoni, di cui uno a Vercelli.

Clicca qui Silvana Mossano “Sull’amianto a Casale Monferrato Schmidheiny ha pilotato false informazioni”.   

Un impero millenario su milioni di cadaveri e di schiavi.

Non più di venti anni fa, e nel cuore di questa civile Europa, è stato sognato un sogno demenziale, quello di edificare un impero millenario su milioni di cadaveri e di schiavi. Il verbo è stato bandito per le piazze: pochissimi hanno rifiutato, e sono stati stroncati; tutti gli altri hanno acconsentito, parte con ribrezzo, parte con indifferenza, parte con entusiasmo. Non è stato solo un sogno: l’impero, un effimero impero, è stato edificato; i cadaveri e gli schiavi ci sono stati. Il Nazismo.  Clicca qui Bruno Segre, per non dimenticare la Shoah.

L’attimo che ti cambia la vita.

4° Premio Artistico Letterario Internazionale Giuseppe Melchionna, promosso dall’Associazione Prodigio di Trento e centrato quest’anno sul tema “L’attimo che ti cambia la vita”, «per indagare quei momenti belli o brutti che segnano nella nostra vita una svolta, un punto di non ritorno e ci costringono così a rimetterci in gioco e a trovare dentro di noi forze ed energie che forse non sapevamo nemmeno di avere». La partecipazione è gratuita e aperta a tutti, tramite racconti brevi, poesie o fotografie
(continua…)

Patricia Dao protagonista della lotta in Valle Bormida.

Ha raggiunto Renzo Fontana, con il quale fondò l’eroico periodico Valle Bormida pulitaIl suo libro clicca qui  è un inno lirico alla vita, dà vita al ricordo di 117 anni di resistenza, popolare, umile, solidale, tenace e vittoriosa. Della straordinaria avventura in Valle di Patricia e Renzo si racconta su “l’avventurosa storia del giornalismo di Lino Balza”.

Valli Stura e Orba protestano.

Il Gruppo Viabilità Valli Stura ed Orba , da gennaio  affiancato dal Comitato Difesa Trasporti Valli Stura ed Orba,  con i sindaci  ha organizzato una manifestazione  davanti alla Provincia di Genova per “ il potenziamento della sicurezza e miglioramento effettivo del trasporto pubblico, intensificazione delle comunicazioni tra i vari soggetti interessati, e soppressione del pedaggio sulla tratta autostradale Ovada-Genova Prà nell’attesa dello stabilimento di condizioni di viabilità degne di un paese civile e progredito”.

I ruoli della basi italiane e del MUOS nella strategia bellica statunitense.


Manifestazioni anche negli Stati Uniti.

Intervista a Antonio Mazzeo che non esclude la possibilità che i droni  dell’attentato a Soleimani siano partiti da Sigonella e che siano stati guidati dal MUOS o con la sua collaborazione. La trasformazione di Sigonella in vera e propria “capitale mondiale dei droni Usa e Nato”  uno degli atti più incostituzionali e irresponsabili della recente storia d’Italia: mille miglia al di là della Costituzione, fuori dagli stessi principi etici e del diritto consacrati nella lunga storia dell’Umanità. In più, essere piattaforma di lancio di attacchi terroristici e bombardamenti indiscriminati significa trasformarsi immediatamente in obiettivo da colpire come ritorsione e, magari, anche per prevenire nuovi attacchi. Si instaura così una interminabile catena di sangue. Clicca qui.

PFAS: Piemonte e Veneto sono entrambi in Italia?

In Veneto il 20 gennaio si avvia il processo contro Miteni di Trissino.

In Piemonte la Provincia di Alessandria non ha ancora negato alla Solvay di Spinetta Marengo l’autorizzazione al C6O4.

In Veneto  prosegue il piano di screening, oltre 72.000 persone invitate e più di 42.000 visitate: clicca qui
www.padovaoggi.it/attualita/pfas-screening-esami-montagnana-bassa-padovana-09-gennaio-2020.html

Il 20% delle under 30 malate di tiroide: clicca qui.

https://www.vvox.it/2020/01/09/pfas-malattie-legate-tiroide-colesterolo-dati-dicembre-2019/

In Piemonte mai è stato avviato un piano di sorveglianza sanitaria sulla popolazione esposta.

In Veneto arrivati i piani di bonifica del sito dell’ex Miteni: clicca qui

https://www.rainews.it/tgr/veneto/video/2020/01/ven-inquinamento-Pfas-arrivati-piani-di-bonifica-sito-ex-Miteni-59c476ac-30b9-48e4-98a7-f548b1881e8c.html

In Piemonte non c’è piano di bonifica di PFOA C6O4 del sito della Solvay.