L’assessore Lombardi usato di nuovo dalla sindaco Rossa come parafulmine.

O, peggio ancora, come “monsieur Malaussène di Spinetta Marengo”. Insomma come capro espiatorio. Da amici, avevamo consigliato all’assessore all’ambiente di dimettersi dignitosamente. I fatti parlano. Si conclude con una farsa (clicca qui) la delibera per la salvaguardia ambientale di Tanaro e Bormida (clicca qui). Stessa fine per l’Osservatorio ambientale, il Referto epidemiologico, l’Indagine epidemiologica della Fraschetta, il piano di sicurezza emergenza evacuazione del polo chimico di Spinetta ecc. La sindaco non manda neppure un avvocato a presenziare al processo Solvay in Corte di Assise ad Alessandria.

Ennesimo incidente al polo chimico di Spinetta Marengo. Una sindaco superficiale, anzi irresponsabile. L’assessore parafulmine.

Non è il primo scoppio all’impianto Perossidi Arkema, questa volta senza morti e feriti, ma rispetto a questo ennesimo incidente al polo chimico di Spinetta Marengo nuovamente arrivano le pronte rassicurazioni della sindaco di Alessandria, Rita Rossa, vice Premio Attila 2014 che non realizza Osservatorio ambientale e Indagine epidemiologica della Fraschetta, piano di emergenza… (continua)

Clicca qui Alessandrianews “Nube nera su Spinetta”
Clicca qui Il Piccolo on line “Esplosione al polo chimico di Spinetta: per il sindaco Rossa, “la situazione sotto controllo”
Clicca qui La Stampa on line “Scoppio e incendio al polo chimico: nube di fumo alta decine di metri. Non ci sono feriti”
Clicca qui Giovanni Maccarino per USB Vigili del Fuoco “Ma quale situazione sotto controllo!”
Clicca qui Giancarlo Pozzi “A Spinetta tutto sotto controllo?”
Clicca qui Corriereal “Incidente al polo chimico: “Situazione sotto controllo: nube nera non pericolosa?”
Clicca qui Alessandria Post “Una sindaco superficiale, anzi irresponsabile”
Clicca qui Corriereal “Da più parti si levano voci critiche”
Clicca qui Pennatagliente “Una sindaco superficiale, anzi irresponsabile”
Clicca qui Massimo Putzu “Scoppiano le polemiche. I timori di genitori, ecologisti, sindacati”
Clicca qui La Stampa “Il Comune avvertito mentre si discute dell’aria”
Clicca qui La Stampa “L’esplosione allarma Spinetta. L’aria invasa da una nube di fumo. Ancora da chiarire le cause”
Clicca qui Monica Gasparini “Un boato tremendo, poi incertezza e paura. Manca il piano di emergenza”
Clicca qui Il Piccolo “Esplosione e fiamme. Col fumo salgono le polemiche”
Clicca qui Pennatagliente “Cittadino della fraschetta, stai sereno”
Clicca qui Massimo Putzu “L’incendio al polo chimico rimane ancora un rebus”

Come è possibile che gli infortuni diminuiscono ma non quelli gravi?

Forse perchè gli infortuni brevi vengono derubricati a malattie (a carico Inps!) e non denunciati all’Inail al fine di risparmiare sui premi . Questa risposta non ha avuto il coraggio di darsela l’Università di Alessandria per l’indagine commissionata dalla CGIL.
Clicca qui Piero Bottino “Ricerca dell’Ateneo Avogadro sui dati provinciali. Diminuiti gli infortuni ma non quelli gravi. La crisi? Irrilevante. Lo studio innovativo realizzato con l’input della Cgil. 

Malattie e morti per smog non possono non devono essere archiviate.

L’archiviazione chiesta dal PM sarebbe la patente di impunità sanitaria rilasciata a tutti gli amministratori presenti e futuri. Il processo contro il sindaco Piercarlo Fabbio fu da noi avviato con un esposto di 90 pagine, diventate poi 101. L’udienza è fissata per venerdì 27 marzo. Al Giudice chiediamo di avviare le indagini completamente assenti nell’istruttoria del P.M.: indagini epidemiologiche (morbilità e mortalità) disaggregate sulla popolazione a rischio di Alessandria, combinando i quattro fattori principali: dati demografici, sanitari e ambientali ed evidenze scientifiche”.

Clicca qui le pagine della nostra opposizione all’archiviazione.
Fabbio, per difendersi, accusa la giunta di NON aver fatto… quello che lui NON ha fatto. Clicca qui.
Clicca qui La Stampa “Allarme smog. Già superati 34 volte i limiti di legge delle polveri sottili”.
Clicca qui La Stampa “Medicina democratica su qualità dell’aria: indagine epidemiologica sulle responsabilità di Fabbio”

Sindaco Palazzetti, cosa ci fa lì quell’amianto?

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non ritiene incredibile che oggi, per una strada della città, via Trieste, di cui Lei è primo cittadino, si possano vedere appoggiati a terra accanto ai classici bidoni dell’immondizia sacchi pieni di amianto? Depositati lì come fossero un rifiuto qualunque, innocuo, biodegradabile. Dapprima si può pensare di aver visto male, ma se poi ci si avvicina, si apre un lembo del sacco si può scorgere proprio lui, l’amianto, che a Casale ha fatto strage enorme di vite umane e ancora ne farà. E allora ci si chiede cosa ci faccia qui, chi lo abbia messo, chi lo verrà a portare via se verrà e soprattutto quando. Intanto i giorni passano e i sacchi sono sempre lì. Qualcuno telefona all’ASL e dopo vario tergiversare si viene a sapere che l’amianto è lì da almeno 10 giorni e ne passeranno altrettanti prima che venga rimosso (1 aprile, sperando che non sia un pesce), ma nessuno sa da dove arrivi o almeno nessuno lo dice.

Ma che cultura, che etica, che morale ha colui o coloro che ha o hanno depositato in quel luogo e in quella maniera i sacchi di amianto e quanta cultura, quanta etica, quanta morale e soprattutto quanto interessa la salute pubblica all’ASL che risponde così o a Lei Signor Sindaco? Perchè non ci si adopera per eliminare immediatamente da quel luogo quei sacchi di amianto?

Clicca qui Corriereal “Sindaco Palazzetti cosa ci fa lì quell’amianto?”
Clicca qui Alessandria Post “Cosa ci fa lì quell’amianto?”
Clicca qui Oggicronaca “A Casale sacchi di amianto lasciati in strada vicino ai cassonetti?”



Tutti contro Angelo Riccoboni, Premio Attila 2013, ma anche Rita Rossa vice Premio Attila 2014.

I Comuni ribadiscono il no ai rifiuti sopra la falda e attaccano Rita Rossa.
Clicca qui Il Piccolo “I comuni: no all’impianto Riccoboni e sollecito alla Provincia”.
Clicca qui La Stampa “E parte un invito a Rita Rossa”.
Clicca qui il Comitato del territorio acquese per la salute.
A prescindere dalla Provincia, i 23 Comuni della Valle Bormida faranno ricorso: clicca qui.

Tav Terzo valico, Gavio e Incalza, Burchi e Palenzona, Fornaro e Borioli. Il governo blocchi i lavori. La grande opera SPUZZA, direbbe papa Francesco.

 
 
Tafuri a Lupi: “Se invece di Incalza mi
fossi rivolta a Fornaro e Borioli?
Avrebbero smesso di ridere?”

Tangenti, corruzione, favoritismi, nepotismi, mafia attorno anche a questa inutile (utile ai ladri) grande (grande magna magna) opera di alta (alte mazzette) velocità dell’Appennino ligure piemontese.

Clicca qui Giampiero Carbone “Emergono ulteriori particolari sul ruolo del dirigente arrestato. Incalza e il Terzo valico. Anche il gruppo Gavio nelle carte dell’inchiesta. L’accusa: aver favorito l’iter della Grande opera. A suo genero versate consulenze per 700 mila euro”

Clicca qui La Stampa “Nei cantieri del Terzo Valico aggirate le leggi dell’Antimafia. Il prefetto di Alessandria chiese di rimuovere un condannato, il ministero non prese provvedimenti. “

Clicca qui Il Fatto “Le grandi opere da bloccare. Infinite, costose, inutili”
Clicca qui La Stampa “L’amianto delle gallerie Terzo Valico controllato da geologi del Cociv. La Regione: costa troppo”
Clicca qui dal convegno di Arquata Scrivia 5 proposte al governo per voltare pagina.
Clicca qui Grasso e Indice “L’inchiesta su tangenti e malaffare tocca il terzo valico. Costi alti? rincarino i biglietti ai pendolari”. Fornaro ora capisce?
Clicca qui Giampiero Carbone “Dopo l’alluvione. Fondi negati al territorio”. Borioli in buona fede?
Borioli e Fornaro. “Beffa agli alluvionati” clicca qui Il Fatto.
Clicca qui Piero Bottino “Opera grande e infinita”.
Clicca qui Davide Milosa “Il manager cercava l’appoggio di Fabrizio Palenzona” detto ‘Ciccio’.
Clicca qui Noterzovalico “Più l’opera è inutile e più è alta la corruzione”.
Borioli e Fornaro senza pudore: “L’allarme di Incalza non ci scoraggia”. Clicca qui.
Antonello Brunetti commenta la nostra rassegna stampa: clicca qui.

Una videointervista di Alessandria Post.

Su smog urbano e processo Fabbio, salvaguardia dei fiumi e rappresaglia Melchiorre, Solvay e i veleni nel sangue di lavoratori e cittadini, ponte sul Bormida oppure bonifica delle falde, bidoni sotto Fabbricazioni Nucleari, antenne telefoniche sopra le case.
Clicca qui se l’intervista la vuoi leggere.
Clicca qui Corriereal “Lino Balza a tutto campo: PM10, polo chimico, ponte sul fiume Bormida”

Bruno Binasco vince il Premio Attila Alessandria 2014.

Premio Attila Alessandria 2014
Ad imperitura memoria dei nostri figli peggiori

Quest’anno il voto si è distribuito fra i quattro candidati. La spunta Bruno Binasco. Il suo voto è stato favorito spesso dall’abbinamento con quello di Rita Rossa. La motivazione alla base della sua candidatura era: “Braccio destro di Marcellino Gavio, (Premio Attila 2004) ha fatto avanti e indietro da San Vittore durante Mani Pulite, è uscito da Tangentopoli con la fedina penale pulita grazie ad assoluzioni e prescrizioni; ed oggi è in mezzo al caso delle mazzette delle autostrade per lo scandalo di bustarelle e appalti che ha travolto il leader lombardo del Pd Filippo Penati. Ma ad Alessandria rappresentanti di enti locali (Rita Rossa sindaco di Alessandria e presidente della Provincia, Rocchino Muliere sindaco di Novi Ligure), di camere del commercio (Paolo Coscia) e della fondazione della Cassa di risparmio cittadina (Pierangelo Taverna) lo hanno scelto per il vertice della moribonda Slala, organismo moribondo che si occupa della logistica e dei trasporti in quelle che sono le zone doc… dei Gavio e di Fabrizio Palenzona (Premio Attila 2005)..”

Clicca qui per leggere il profilo completo di Bruno Binasco, nonchè di Rita Rossa, Michele Ratti e Luigi Grillo.

Tav Terzo valico, Gavio e Incalza.

Tangenti, corruzione, favoritismi, mafia attorno anche a questa inutile (utile ai ladri) grande (grande magna magna) opera di alta (alte mazzette) velocità dell’Appennino ligure piemontese.
Clicca qui Giampiero Carbone “Emergono ulteriori particolari sul ruolo del dirigente arrestato. Incalza e il Terzo valico. Anche il gruppo Gavio nelle carte dell’inchiesta. L’accusa: aver favorito l’iter della Grande opera. A suo genero versate consulenze per 700 mila euro”

Giovanni Cesareo è morto.

Clicca qui Sergio Bologna “Giovanni Cesareo, un ‘nobile’ della sinistra”

ricordo di Piergiorgio Duca, presidente di Medicina democratica Movimento di lotta per la salute. “Ho conosciuto Giovanni Cesareo attraverso Giulio Maccacaro…”
Ho conosciuto Giovanni Cesareo attraverso Giulio Maccacaro, credo che abbia svolto un ruolo fondamentale sapendo e volendo coniugare la sua capacità organizzativa editoriale e redazionale (di critico oltre che di politico)
con la vulcanica produzione di idee e progetti che caratterizzò Maccacaro in quegli anni, con la sua riconosciuta leadership in campo medico, scientifico ed etico.
Giovanni parlava della sua relazione con Giulio come di “un’amicizia adolescenziale”, quelle nelle quali condividi profondamente quello che l’animo esprime, compresi
i dubbi, le speranze, l’entusiasmo, gli obiettivi che ti proponi di “realizzare da grande”.
Questo è il frammento di Giovanni che porto dentro me e questa è la riconoscenza che ho nei suoi confronti per quanto ha saputo fare nella redazione di Sapere e oltre:
contribuire a dare gambe al progetto che ancora oggi ci ispira.
Ma certamente più rilevante, e più complessa di quella che appariva a me allora neolaureato, è la figura professionale di Giovanni Cesareo politico, intellettuale, editorialista,
critico, giornalista dell’Unità che altri avranno avuto modo di conoscere e ora vorremmo tutti fossero indotti a ricordarci.
Un caro saluti a tutti ed un pensiero a Giovanni
Giorgio

L’è tüt un mónd ad làdär!

E’ tutto un mondo di ladri? riflette Antonello Brunetti (clicca qui). Dell’immoralità politica ed economica non gliene frega niente a nessuno? Anzi, sei querelato dai ladri. In questo mondo di Lupi, non ti resta che sederti lungo la riva dello Scrivia, prima o poi vedrai passare l’avviso di garanzia del ladro. Il Tav Terzo Valico insegna.

Il comune cala le braghe. Il ricatto di Melchiorre ha vinto. L’ambiente ha perso.

Clicca qui Pennatagliente
Clicca qui Alessandria Post
Clicca qui La Stampa “Dopo la protesta del proprietario. Il Comune ci ripensa riaprono gli argini”.
Clicca qui Il Piccolo “E arrivò la vittoria di agricoli e podisti. Valorizzazione delle aree fluviali: il Comune ritira la delibera”
Clicca qui La Stampa “Il ritiro della delibera è una brutta notizia”
Clicca qui Il Piccolo

Vince la rappresaglia contro i podisti. Aperte le sbarre degli argini dopo che il comune ha ritirato la delibera di salvaguardia dei fiumi

Il ricatto di Marco Melchiorre, “I podisti passeranno solo dopo il ritiro della delibera del Comune”, si è concluso con la retromarcia della Giunta e il conseguente stop della rappresaglia che aveva impedito, tramite sbarre, l’accesso alle centinaia di incolpevoli podisti agli argini del Bormida (aperti dal 1840!). Viene così a cadere la necessità di intraprendere l’ipotizzata “class action” che affermasse per vie legali la “servitù di passaggio” che si è stabilita nei decenni. Resta però il fatto che si è consumata una rappresaglia, con i podisti tenuti come ostaggi da opporre alla Giunta. La serrata (peraltro illegale) è da ogni punto di vista ingiustificabile perché originata da motivi ben poco nobili. Politici e/o lobbistici. Da un lato, l’attacco ad una Giunta di sinistra da parte di un noto esponente della destra, già assessore contrastato della Giunta Calvo. Dall’altro, gli interessi privati del ricco possidente che evidentemente cozzano contro quelli della collettività, del bene pubblico, perché la natura è un bene pubblico mentre per le “lobby” agricole è mero sfruttamento. Difficile stabilire se all’ambiente ha fatto più danni l’agricoltura o l’industria. Di certo l’industria ha danneggiato quella parte dell’agricoltura che pur è sana e rispettosa. Entrambe quando sono in torto usano le armi del ricatto, a seconda delle opportunità: occupazionale, elettorale e … perfino podistico. E vincono: è stata ritirata la delibera che chiedeva alla Regione la tutela di un’area a rivalorizzazione fluviale che circonda la città tra Tanaro e Bormida e Orba istituendo una zona di salvaguardia dell’ambiente, della fauna, del turismo e dell’economia. Non è una bella notizia per gli ambientalisti, per i cittadini di Alessandria.

Solvay propone di costruire il secondo ponte sul Bormida a spese sue… e della salute degli alessandrini.

Cioè a patto che gli Enti locali rinuncino a pretendere una vera bonifica e si accontentino di quella finta in corso. Continua…

Clicca qui Carlo Romagnoli “Per quel ponte servono 12 milioni”

Rappresaglia del latifondista leghista contro i podisti per ricattare il Comune di Alessandria.

L’ex assessore Marco Melchiorre, per fini politici e lobbistici sbarra gli argini del Bormida per obbligare la Giunta nemica a ritirare la delibera di rivalorizzazione fluviale dell’area che circonda la città tra Tanaro e Bormida e Orba istituendo una zona di salvaguardia dell’ambiente, della fauna, del turismo e dell’economia. Continua.
Clicca qui Alessandria Post “Balza: Rappresaglia a fini politici lobbistici ma soprattutto violazione di legge (servitù di passaggio).”
Clicca qui Corriereal “Chiudere con sbarre l’accesso agli argini è illegale”
Clicca qui Pennatagliente “Rappresaglia ai fini politici lobbistici ma soprattutto violazione di legge (servitù di passaggio)”

Il mestiere del boia: il “consulente” che difende il carnefice contro le vittime.

Sono sempre gli stessi che trovi in tutti i processi dove gli imputati sono grossi e danarosi industriali.
Clicca qui, dal Dossier, Francesco Messineo al processo Solvay di Spinetta Marengo.
Clicca qui La Stampa: “Il consulente della Michelin: quegli aspiratori c’erano. A processo cinque dirigenti dell’azienda”.
Clicca qui Alessandrianews “Processo Michelin: nessuna emissione pericolosa”

Il prof. Mauro Fornaro, psicologo: perché le persone finiscono con l’ignorare i pericoli.

Il 14 marzo alle ore 9, ad Alessandria, Taglieria del pelo, via Wagner angolo corso XX Settembre. Il 13 ore 21, discariche, cave dismesse, terre e rocce da scavo del Terzo Valico, pozzi che mettono in comunicazione le falde superficiali con quelle profonde, falde inquinate che incidono sull’agricoltura, sull’allevamento, sulla salute. Continua

Ripristiniamo il vuoto a rendere.

Ercolini con Paul Connett ad Alessandria. 

Consentirebbe di sottrarre risorse preziose al costoso ciclo dei rifiuti, con significativi risparmi ecologici ed economici: tutte spese attualmente a carico dei cittadini.

Clicca qui Rossano Ercolini, premiato con il Goldman Environmental Prize e invitato alla Casa Bianca dal presidente degli Stati Uniti Barack Obama, e firma anche tu.

Sicurezza sul lavoro: conosci i tuoi diritti.

IN QUESTO NUMERO:
Guariniello: la sentenza sul Liceo Darwin e le responsabilità nella scuola
Jobs Act: il Governo abolisce la formazione al cambio di mansione
Lavoratore autonomo: chi è e che attività può svolgere
– Domande e risposte sul ruolo del Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza
– Lavoro in solitudine: il rischio del luogo di lavoro e dello stress
– Datore di lavoro: la non delegabilità delle scelte di politica aziendale
Clicca qui 

Ti ricordi Fukushima? Il referendum? La partita nucleare non è chiusa.

Ti ricordi di Fukushima? E’ stato il peggior disastro nucleare della storia recente, quello per cui hai votato SI’ al referendum contro i piani di nuove centrali atomiche in Italia; ne ricorre il quarto anniversario (era l’11 marzo 2011). E’ molto probabile che oggi tu sia convinto che la faccenda si sia sostanzialmente chiusa. Invece l’”atomo” (tecnologia più apparati industriali e militari) ci minaccia mortalmente. Clicca qui Alfonso Navarra.

Interrare rifiuti e farla franca grazie alla lentezza dell’acqua di falda e alla prescrizione.

Questi ed altri argomenti, tra cui Solvay, la discarica Riccoboni a Sezzadio e il Piano di Tutela delle Acque, in una serie di incontri: alle 21 di martedì 10 marzo a Strevi in Municipio, nonchè alle 21 dei venerdì 6, 13, 20 e 27 marzo ad Alessandria, alla Taglieria del Pelo, in via Wagner angolo corso XX Settembre. Sempre alla Taglieria, alle 9 del 7, 14, 21 e 28 marzo: il trasporto merci in ferrovia alternativo a Tav Terzo Valico e Torino-Lione.

Il 15 marzo è il termine per votare il Premio Attila Alessandria 2014.

Il voto (max 2 preferenze) è fra i 4 candidati scelti dagli elettori. Può essere espresso tramite e-mail alessandriamd@gmail.com oppure al numero telefonico 3470182679, oppure sulla pagina facebook https://www.facebook.com/MedicinaDemocraticaAlessandria
Le candidature pervenute sono di Michele Ratti, Bruno Binasco, Rita Rossa e Luigi Grillo: clicca qui le motivazioni.