no tav: turi vaccaro, uno dei… violenti

Nei confronti di Turi Vaccaro il questore di Torino ha emanato un foglio di via obbligatorio con divieto di ritorno per un anno in sette comuni della Val di Susa. Il provvedimento – spiega la questura – è stato adottato per gli episodi di cui è stato protagonista e che “hanno creato turbativa alla sicurezza pubblica in quei comuni”. Per quegli episodi il militante della non violenza è stato denunciato alla Procura della Repubblica di Torino per i reati di violazione dei sigilli e inosservanza dei provvedimenti dell’autorità. Gli episodi contestati sono tre: quello dello scorso giugno, quando, durante gli scontri fra No Tav e polizia in Valsusa, Turi si oppose a una pala meccanica impugnando una collana di agli; quello dello scorso agosto, quando è rimasto per tre giorni su un albero, nei pressi del cantiere del Tav di Chiomonte, a venti metri di altezza, facendo lo sciopero della fame; e quello di domenica sera, quando si è arrampicato sul traliccio dell’alta tensione di Chiomonte dal quale era caduto una settimana prima il leader No Tav Luca Abbà. Turi è rimasto sul traliccio (da cui questa volta era stata tolta l’elettricità) 16 ore e poi è sceso spontaneamente.

lettera agli amici e alle amiche sulla val di susa

Si accentua la vergognosa campagna di criminalizzazione del movimento NO TAV ad opera massiccia di politici e giornalisti che monopolizzano la faziosa disinformazione a favore di un costoso progetto inutile e dannoso, a beneficio della mafia prendendo i soldi ai pensionati, ai lavoratori, alla sanità, alla scuola…

Clicca qui se vuoi ascoltare una voce documentata, fuori dall’osceno coro, su quello che sta effettivamente accadendo in Val Susa.

8 dicembre giornata di lotta in valsusa

Sono passati ben 6 anni dall’8 dicembre quando fu smantellato a Venaus il primo cantiere, installato solo due giorni prima.
Da allora nessun cantiere è stato aperto e a tutt’oggi il recinto che da sei mesi delimita l’area della Maddalena di Chiomonte non difende nessun cantiere ma soltanto l’intenzione di aprirlo.
Sei mesi di militarizzazione che ai cittadini italiani sono costati non meno di 6 milioni di euro: la crisi del debito ha ben altre origini, ma il debito si alimenta e cresce anche con le “briciole” spese a Chiomonte. Per quanto ancora?
Anche per queste ragioni il prossimo 8 dicembre non sarà solo una commemorazione ma una giornata di lotta e vedrà due manifestazioni in contemporanea. Clicca qui

serata no tav a valenza

Giovedì 17 novembre, ore 21,30, Valenza, Centro Comunale di Cultura, Piazza XXXI Martiri
Conferenza: “I danni alla salute causati dall’inalazione di gas lacrimogeni CS e impatto ambientale delle polveri di uranio.
Introduce e modera Roberto Regalli CSA lacandona
Intervengono:
Prof. Massimo Zucchetti, ingegnere nucleare, docente ordinario al Politecnico di Torino
Alberto Perino, portavoce storico del movimeto NO TAV

il saccheggio prima della ritirata

Terzo Valico dei Giovi, via ai cantieri di un’opera di 7 iniziali miliardi di euro pubblici: inutile costosa dannosa. Dopo 22 anni arriva la firma di un governo in fuga che saccheggia le casse dello Stato. L’accordo apre ufficialmente i cantieri del collegamento ferroviario su cui dovrebbero correre i container da Genova fino all’Europa del nord. Una decisione fondata sulle falsità. Non esistono 50.000 mila passeggeri TAV bensì 100.000 pendolari che non usano TAV. Non esistono 4 milioni teu merci da trasportare bensì 1.700 mila. Esistono invece già cinque valichi che abbisognano solo di migliorie
Clicca qui per il commento di Antonello Brunetti.
Clicca qui per il commento di Massimo Minella

medicina democratica ci sarà

IN VALSUSA A GIAGLIONE DOMENICA 23 OTTOBRE ORE 10,30
A mani nude, a volto scoperto, a testa alta. Una azione nonviolenta. Per tagliare le reti del cantiere della Maddalena di Chiomonte.
la Val di Susa sarà nuovamente protagonista: taglierà le reti, che la vedono ostaggio della lobby TAV delle grandi opere inutili, dicendo simbolicamente no ai tagli degli stipendi e delle pensioni, allo stato sociale, alla sanità, alla cultura.
Dobbiamo diventare tutti, da ogni parte d’Italia, protagonisti di questa manifestazione.

a mani nude a volto scoperto a testa alta

DOMENICA 23 OTTOBRE 2010 Diamoci un taglio
A mani nude, a volto scoperto, a testa alta, Una azione nonviolenta.
Il 23 ottobre 2011 la Val di Susa sarà nuovamente protagonista: taglierà le reti che la vedono ostaggio della lobby del TAV dicendo no ai tagli allo stato sociale, alla sanità, alla cultura.
Da quattro mesi una parte della valle è militarizzata, una vasta area è off-limits per i cittadini, recintata e protetta da reti. Clicca qui

chi non dobbiamo votare

Tav Terzo Valico. Dopo aver letto le osservazioni di Antonello Brunetti (clicca qui), non si può non porsi la fatidica domanda: ma per chi votare? Per nessuno dei partiti e consiglieri presenti nel Consiglio provinciale di Alessandria: tutti vergognosamente favorevoli alla inutile costosa dannosa opera degli speculatori e dei politici bugiardi.

Alta velocità irrinunciabile. Per chi?

Destra e sinistra dicono che “quest’opera è irrinunciabile”. Sarà proprio così? La linea attuale è utilizzata al 30% della sua capacità. La galleria del Frejus è stata ribassata ad uso dei vagoni ingombranti, ma le merci non ci sono. Le gallerie definite una priorità potrebbero essere pronte solo tra 35 anni. Sono tanti 35 anni…Merci, non persone, e le merci trasportate diminuiscono, mentre i convogli merci devono solo arrivare in tempo, non correre. Continuiamo a farci una domanda: chi paga? Paga Pantalone, cioè tutti gli italiani. Infatti anche il piccolo contributo europeo alla devastante Torino Lyon deriva dalle nostre tasse. Più tasse sui lavoratori dipendenti, i pensionati, i commercianti onesti. Se i soldi non basteranno subiremo altri tagli alle Pubbliche Amministrazioni, alla sanità, alla scuola, ai trasporti pubblici… Ma c’è chi ci guadagna…

Dalla Redazione di Ambiente Valsusa riceviamo una analisi , e volentieri pubblichiamo: clicca qui.

Il Terzo Valico Dei Giovi è Uno Spreco di Stato come in Valsusa: inutile, costoso, dannoso

E’ una vera follia, soprattutto nell’attuale situazione di grave crisi economica, dare il via ai cantieri al Terzo valico dei Giovi nell’Appennino ligure piemontese. Il Ministro dei trasporti e delle infrastrutture Altero Matteoli e l’amministratore delegato delle FS Mauro Moretti hanno concluso l’accordo per realizzare il primo lotto. L’opera costa 6,2 miliardi di euro, per realizzare 54 km di linea (pari a 115 milioni di euro a km: circa 5 volte in più di una linea ad alta velocità francese e oltre 11 volte in più di una linea ad alta velocità spagnola) di tratta ferroviaria tra Genova e Novi Ligure, mentre ancora manca il completamento del raddoppio dei 43 km della linea ferroviaria tra Genova e Ventimiglia e quando il porto di Genova da anni ha un traffico bloccato tra 1,5 milioni e 1,7 milioni di contenitori. Traffico che le due linee di valico dei Giovi esistenti e la Voltri Ovada, riescono benissimo ad assorbire, visto che potrebbero sopportarne più del doppio.
Clicca qui per leggere il commento completo.
Clicca qui per leggere un commento di Antonello Brunetti, sotto forma di lettera al segretario “sdraiato” del PD.

domenica 3 luglio manifestazione in val di susa

Dalle ore 9 grande manifestazione di carattere nazionale in seguito allo sgombero del presidio di Chiomonte, con l’obbiettivo di assediare le zone di accesso alla Maddalena occupate illegittimamente dalle forze di polizia e dalle ditte incaricate di costruire un immenso campo militare, e non un cantiere, distruggendo il territorio senza alcuna considerazione per l’ambiente, la storia e la civiltà della Valle. Siamo un popolo in movimento, pacifico e determinato per difendere i beni comuni, la nostra terra e il futuro di tutti e tutte. Un obbiettivo che riguarda tutti i movimenti italiani che si battono per i beni comuni, secondo la volontà espressa nel referendum dalla stragrande maggioranza degli italiani.
Clicca qui per leggere la proposta di Medicina democratica per gli Stati generali del governo dei beni comuni.
Clicca qui per leggere Angelo Tartaglia, docente al Politecnico di Torino.
Clicca qui per vedere il video

il tav terzo valico si costruirà con i soldi dello stato

Ma quel poveraccio di Altiero Matteoli deve avere qualche facoltà cerebrale un po’ “altierata”! “Il terzo valico si costruirà con si soldi dello stato”. Questa la sua affermazione in occasione dell’ennesimo convegno organizzato al Ducale di Genova da una spiritosa “Fondazione della libertà per il bene comune” (ma che cavolo vuol dire?).
Clicca qui per leggere un commento di Antonello Brunetti.

Appello URGENTE dalla Valsusa

La situazione in Valsusa sta diventando veramente delicata: a questo punto è molto probabile nei prossimi giorni (o prossime notti) una prova di forza voluta dal governo, da partiti di maggioranza e di minoranza, dall’associazione degli industriali di Torino e chissà da quanti altri.
Vi proponiamo –clicca qui– un appello urgente di solidarietà con la Valsusa: fatelo

Grandi Opere Per Foraggiare La Politica

TAV Terzo valico, Tav Valsusa, Ponte sullo stretto, nuove basi militari, inceneritori di rifiuti, centrali atomiche, depositi nucleari come quello di Bosco Marengo sono la dimostrazione della incapacità di guardare al futuro in modo costruttivo, nel rispetto dei cittadini e delle loro reali esigenze. Le cosiddette “grandi opere” vengano utilizzate a livello di propaganda facendo credere che siano la soluzione ai problemi mentre altro non sono che sporchi affari nelle mani di pochi speculatori e politici a spese della collettività, dell’ambiente e della salute.
Clicca qui per un aggiornamento sulla Valsusa.

Il Magna Magna Dell’alta Velocità

E’ sfuggita alle cronache locali la notizia. Il Tribunale penale di Torino ha condannato otto pezzi da novanta dell’imprenditoria e della politica per i lor maneggi attorno al TAV tramite appalti pilotati. Fra gli imputati c’era anche l’alessandrino Marcellino Gavio, uno degli imprenditori più importanti d’Italia, ma deceduto prima della sentenza. L’inchiesta ha riguardato anche gli appalti della variante di Tortona.

11 Dicembre Giornata Europea Contro Le Grandi Opere Inutili

Partecipa alla settimana no tav in Valsusa: dall’8 all’11 dicembre, 4 giorni di mobilitazione no tav in collegamento con tutte le realtà europee contro il Tav e le opere inutili. Partecipa l’11 dicembre alla manifestazione con partenza autoporto alle ore 14 e arrivo a Susa in piazza Savoia.
Firma l’appello europeo contro le grandi opere inutili, compreso il TAV Terzo valico: clicca qui

Giornali Che Non Fanno Informazione

Ne sappiamo qualcosa noi, dei giornali che non ci pubblicano (esemplare è l’informazione de Il Piccolo a favore della Solvay). Così avviene per il TAV terzo valico ad opera, nell’occasione, della censura de Il Novese, che non ha pubblicato l’intervento dell’associazione “AFA Amici delle ferrovie e dell’ambiente”. Per leggere l’intervento censurato a Antonello Brunetti, clicca qui.

Addio Ai Treni Merci Altro Che Favola Del TAV Terzo Valico

Clicca qui per leggere questo articolo che evidenzia una volta di più la capacità di questo governo di fare tutte, ma proprio tutte, le cose che devastano il territorio, rendono invivibili le città, peggiorano la vita degli abitanti, sprecano risorse, arricchiscono i ricchi. In questo contesto si rafforza ciò che abbiamo sempre sostenuto: alla cricca del TAV Terzo Valico non frega nulla del porto di Genova, delle merci da trasferire su rotaia, di nuove linee ad Alta Velocità per trasportare oltre Appennino i container genovesi. A costoro interessa solo far muovere pale e camion, bucare montagne e soprattutto smuovere vischiosi finanziamenti pubblici che rimarranno in gran parte attaccati alle loro rapaci mani.
E non ci vengano più a raccontare la favola di essere difensori della natura poiché il TAV Terzo Valico consentirà il passaggio delle merci dalle strade alla rete ferroviaria. Non smuovono un dito in questo senso, anzi… Il dato del calo dal 10% al 6% della quota merci su binari è lampante.

Non Votate i Partiti che Sostengono TAV, Inceneritori, Acqua Privatizzata, Depositi Nucleari

Non votate i partiti che sostengono Bresso e Cota alle regionali.
Un giovane in prognosi riservata: ematoma al cervello. Presa a calci da quattro poliziotti, una donna dovrà essere operata. Decine di feriti. La polizia, guidata da uno dei responsabili del massacro alla Diaz di Genova, carica selvaggiamente i cittadini della Val di Susa contrari al Tav. Proteste da tutta Italia. Invece i candidati presidente alla regione Piemonte si schierano contro i manifestanti “violenti”.

Sì al Rilancio delle Ferrovie. No al TAV Terzo Valico.

Un centinaio i partecipanti a Sampierdarena al picchetto e al volantinaggio contro il TERZO VALICO voluto da affaristi, banchieri, e imprese (con annessi e connessi lacchè) che ne godranno gli utili a spese di tutti i cittadini. L’8 febbraio, con striscioni, bandiere No Tav e slogan hanno dichiarato le loro motivazioni dinanzi all’ingresso della imponente e costosa (tanto pagano i contribuenti!) struttura del convegno genovese. Il primo a misurarsi con la protesta è il ministro Altero Matteoli, in anticipo di mezz’ora sulla tabella
di marcia. Arriva la sua auto (contromano) e via alle grida: «Mafiosi, collusi, bastardi».Il sindaco Marta Vincenzi se la scampa: fatta passare dall’altra parte dai binari. Va peggio al presidente della Provincia Alessandro Repetto. I dimostranti gli si stringono intorno alla macchina. Breve tafferuglio. Via libera. E tale resta, garantita dallo sbarramento degli agenti, quando arrivano le macchine che portano a destinazione il ministro Claudio Scajola. L’auto blu di Burlando ha schiacciato un piede ad un carabiniere: di qui i titoli dei giornali e delle reti televisive sulla violenza degli ambientalisti che, mentre “aggrediscono presidente di Regione e presidente di Provincia, causano il ferimento di componenti delle forze di polizia”. Poco o niente sulle nostre motivazioni. Il presidente della Provincia di Alessandria Filippi e il suo assessore Graziano Moro hanno svicolato rifiutando di incontrare la delegazione alessandrina.

Per maggiori approfondimenti e alcune immagini potete collegarvi al sito: globalproject.info

No TAV

Una folta delegazione di alessandrini il 23 gennaio 2010 a Susa ha partecipato alla marcia dei 40.000 contro i progetti TAV.
Riproduciamo una sintesi delle ragioni tecniche, economiche e ambientali della nostra lotta contro il TAV Terzo valico ligure piemontese:


1. Utilità
Nessuno studio ha provato la necessità di una nuova linea fra Liguria e Valle Padana. La linee attuali sono già cinque utilizzate al 30% della loro reale capacità e la Voltri-Alessandria è praticamente deserta.
2. Previsioni Traffico
Le previsioni di traffico dei progettisti finora si sono rivelate errate. Si basano sul concetto della crescita infinita. La linea attuale, secondo le stime doveva essere satura già dal 1998, la cosa non è affatto avvenuta, infatti i calcoli erano volutamente sbagliati. La crescita continua non esiste ed il trasporto di merci voluminose diminuisce costantemente, diminuendo di conseguenza le necessità di trasporto. Per arrivare al recupero del 15% delle spese sostenute, tutte a carico dello Stato e quindi di noi tutti, si dovrebbero movimentare almeno 4 milioni di teu all’anno. Le cinque linee atrtuali, senza alcun intervento possono trasportare almeno 2.400.000 e con migliorie addirittura 5 milioni.
I dati del 2009 indicano il traffico genovese di poco più di 1.530.000 container, con un calo del 13,2% rispetto all’anno precedente. Anche se, per assurdo, si potesse trasferire tutto il traffico merci autostradale (ben il 90%) sulla ferrovia attuale si arriverebbe ad un utilizzo delle ferrovie attuali di circa il 65% della sua capacità.
Va detto, però, che attualmente buona parte delle merci (il 40%) da Genova si dirige verso ovest e verso est lungo il Tirreno (e quindi nulla hanno a che fare con il “TerzoValico”) e che solo il 10% dei container viene caricato sui treni. Quindi l’esigenza di trasporto attuale è ridicola: 91.860 teu, a fronte di una disponibilità immediata di 2.400.000 teu.
3. Pendolari
I dati dicono che nel nostro paese il 95% dei pendolari ferroviari utilizzano i treni su percorsi brevi, ma per questo genere di trasporto viene investita una percentuale piccolissima degli investimenti (elettrificazione totale, doppi binari, linee parallele, locomotori nuovi, carrozze confortevoli e pulite, maggiore densità, orari rispettati, stazioni efficienti e non abbandonate o trasformate in supermercati) Tutti i finanziamenti vengono invece concentrati verso l’Alta Velocità che ha pochi passeggeri e subisce la forte concorrenza dell’aereo. Inoltre la linea in questione sarebbe mista, con costi enormi di manutenzione.

4. Merci e FlussiLa quantità di merci trasportate è in diminuzione generale. In particolare la concorrenza tra ferro e gomma vede la seconda prevalere anche in forza delle politiche di sostegno statale con gli incentivi all’autotrasporto.
5. Costi
Il costo a preventivo dei 54 chilometri del “Terzo Valico” è di 102 milioni di euro al km. il che vuol dire 3, 4 volte in più rispetto ai costi medi francesi (vedi articoli 24 ore del 13 gennaio corrente). Inoltre i costi a preventivo aumentano in genere di 2, 3 volte a fine lavori. Va ricordato che i 5 miliardi e mezzo di euro ora previsti non verranno coperti neanche per un cent. dai privati ai quali è stata affidata, senza alcuna gara di appalto, la progettazione-realizzazione e verifica dei lavori. Una colossale truffa completamente a carico del cittadino italiano per i prossimi trent’anni. Inoltre non è affatto vero che l’Europa stanzierà un contributo per il “Terzo Valico”.
6. Progetti e lavori in corso
Finora si sono realizzati e regolarmente cestinati 3 progetti, costo complessivo 330 milion euro, compresi i famosi e chiacchieratissimi fori pilota del 1997 (bloccati dai carabinieri con l’accusa di truffa aggravata e con procedimenti giudiziari verso notabili, industriali, faccendieri e onorevoli, finiti tutti in prescrizione). Eppure, a distanza di ben 17 anni dall’avvio della vicenda, non esiste ancora il progetto esecutivo
7. Tempi
Ammesso che si potesse mai realizzare tale linea, viste le esigue risorse finanziarie, ci vorrebbero almeno 20 anni di cantieri. Durante questi anni i costi aumenterebbero, l’opposizione crescerebbe con la constatazione sempre più evidente dell’inutilità dell’opera e degli enormi danni ambientali, del tipo inaridimento delle falde, scomparsa dei ruscelli appenninici, traffico pesante in aree ora ancora vivibili, ecc. Non sono stati finora valutati l’aspetto logistico ed i costi sociali di queste eventuali scelte, allo stesso modo non è stato fatto un rapporto costi benefici per la nuova linea.
8. TAV e affari
Le FS sono uno dei più grandi centri di distribuzione di appalti a livello nazionale. Non deve
stupire quindi se la Corte dei Conti ha già più volte criticato le modalità della suddivisone dei lavori, i loro eccessivi costi ed il debito generazionale che questi debiti creano nei confronti dei nostri figli, i quali si troveranno a pagare senza poter utilizzare i servizi a causa del deperimento strutturale che interverrà nel frattempo.
Se dividiamo la cifra di 5 miliardi e mezzo di euro per il numero delle famiglie italiane, otteniamo che per ogni famiglia vi sarà una tassa di 275 euro, ai quali vanno aggiunti i costi di gestione annuale (85% di passivo, dichiarato dagli stessi amministratori delle ferrovie). Il tutto a vantaggio degli attuali 1600 utenti che fanno l’intero percorso Genova- Milano e viceversa e, soprattutto, delle soliti arciinoti capi di imprese e del loro codazzo di banche, associazioni industriali, sindacati, politici, mass media e dei tanti viscidi quaqquaraquà pronti a servire i potenti di turno.
9. Rischio di infiltrazione mafiosa
Non è possibile ignorare l’attenzione morbosa della criminalità e mafie sulle grandi opere proprio in funzione della legislazione italiana sugli appalti. Il costruttore privato attinge cioè risorse pubbliche senza dover rendere conto dei costi, anzi avendo tutto l’interesse e le possibilità di far si che i costi aumentino in corso d’opera. Insieme alla scarsa possibilità di controllo della spesa, questa situazione è l’humus ideale per le mafie.
10. Opere similiC’è un’opera realizzata in tunnel paragonabile al tunnel della Torino-Lyon o del Terzo Valico. Si tratta del tunnel sotto la Manica, “l’Eurotunnel”. Il disastro finanziario è facilmente riscontrabile, tanto che 700.000 francesi investitori privati hanno perso tutto il loro investimento. Lo stato francese ha poi rifinanziato varie volte per evitare il fallimento e la messa in liquidazione delle società che gestiscono l’opera. Da noi sarà ancora peggio perché i profitti della costruzione sono garantiti ai privati e i forti passivi della gestione saranno tutti a carico dello Stato.
Antonello Brunetti