Dimissioni del Presidente e del Progetto Cromo dell’Amag


I reati ambientali, nonché di corruzione e peculato, che la Procura di Alessandria contesta al presidente dell’AMAG, Lorenzo Repetto, sono scaturiti dalle perquisizioni effettuate tramite i carabinieri del NOE durante le indagini sullo scandalo cromo esavalente della Solvay a Spinetta Marengo.
Repetto era stato oggetto di pubbliche contestazioni da parte di Medicina democratica in occasione del “piano Amag Fraschetta” che egli aveva presentato in linea, come si vede, con le sue competenze professionali e non. E’ auspicabile che con le sue dimissioni da presidente AMAG anche il finto progetto di bonifica si infogni. Su questo, che avevamo definito “business privato con soldi pubblici”, avevamo scritto ai giornali: a Repetto, presidente dell’AMAG, contestiamo il riproposto progetto di megadepuratore che dovrebbe “lavare” le acque inquinate del polo chimico spinettese. Si tratta di una ipotesi tecnicamente inefficace e costosa. Per l’impossibilità di captare completamente la massa d’acqua, il fiume che scorre sotto la Fraschetta. E per l’incapacità di eliminare non solo il cromo esavalente ma l’altra ventina di sostanze tossiche e cancerogene. Sarebbe come aver proposto di lavare il fiume Bormida dagli scarichi dell’Acna di Cengio! I veleni vanno invece eliminati a monte e non a valle. L’area di Spinetta Marengo va bonificata all’origine, i veleni vanno tolti dal suolo altrimenti per centinaia di anni continueranno incontrollabili a scendere e inquinare le falde. Ancor peggio dell’Ecolibarna di Serravalle Scrivia. A maggior ragione perché Repetto dichiara di realizzarlo in tutto o in massima parte con i soldi pubblici, il progetto del megadepuratore è ovviamente caldeggiato dalla Solvay altrimenti costretta a sopportare -come sosterrà Medicina democratica quale parte civile al processo- l’onerosità della bonifica integrale del sito. Piacerà anche a tutti gli inquinatori della Fraschetta che si sentiranno ancor più esentati dal contenere e purificare gli scarichi.


Il gravissimo inquinamento del suolo e delle acque nella avvelenatissima (anche nell’aria) zona Fraschetta di Alessandria è tutt’altro che affrontato e risolto dal piano AMAG benedetto tanto dal Comune che dalla Provincia. Si tratta di un piano faraonico, dal finanziamento incerto, per un costo già sottostimato a 52 milioni di euro ma, come sempre nelle grandi opere, destinato a lievitare negli anni, senza contare poi gli enormi oneri di gestione e di smaltimento. Un business che, invece di eliminare gli inquinanti all’origine e a totale carico dell’inquinatore, li scarica all’esterno a spese della collettività inquinata. Una spesa iperbolica che lascia i veleni dove sono sepolti, non li asporta dal terreno sotto la Solvay di Spinetta Marengo per la bonifica,ma cerca di raccoglierli quando sono già penetrati nelle falde acquifere. Però gli 11 pozzi spurgo, cosiddetta “barriera”, non riusciranno mai a “succhiare” l’intera falda, ad intercettare ed eliminare totalmente i veleni di cromo e solventi clorurati. Mai nei 20 anni previsti, previsione quanto mai ottimistica visto che, non avendo mai fatto capillari carotaggi, neppure sanno la quantità vera di veleni sotterrati sotto lo stabilimento. Con questo piano, ammesso che verrà mai alla luce e nei 18 mesi previsti, la Solvay potrà continuare a inquinare per altre decine di anni, anzi all’infinito, e la riduzione del danno sarà scaricata sulle casse pubbliche, finanziata da comune, provincia, regione, governo, sempre che si trovino i fondi, e con un “contributo” simbolico dell’azienda inquinatrice previsto al massimo per un decimo dei costi. Un business privato, uno spreco di denaro pubblico. Che dovrebbe invece essere utilizzato per una vera e completa indagine epidemiologica che renda finalmente giustizia e risarcisca le centinaia, forse più, di vittime dell’inquinamento della Fraschetta, dove non c’è famiglia che non sia stata colpita da tumori. Perciò, piuttosto che ai politici, ci affidiamo alla Magistratura, nel processo dove Medicina democratica sarà parte civile, per imporre secondo giustizia alla Solvay inquinatrice l’onere della bonifica e il risarcimento dei danni fisici e materiali agli inquinati.

Un commento su “Dimissioni del Presidente e del Progetto Cromo dell’Amag”

  1. ELEMENTARE PROBLEMINO..o problema da classe elementare: se un libero cittadino acquista una casa, e nella proprieta' vi e' uno stabile con la copertura di eternit, lo sciagurato e' OBBLIGATO A SOBBARCARSI LE SPESE DELLO SMALTIMENTO DELLA STESSA! Se ne era a conoscenza prima dell'acquisto, per plausibile motivo, in caso contrario per egual motivo: LA LEGGE NON AMMETTE IGNORANZA!!! CASO UNICO AL MONDO: IL LIBERO CITTADINO SI RIFIUTA DI SMALTIRE LA PERICOLOSA SOSTANZA MA PROPONE DI ALLESTIRE UN IMPIANTO DI DEPURAZIONE DELL'ARIA A VALLE DELL'ABITAZIONE!!! ASSURDO!!! NON STUPIAMOCI, CIO' E' AVVENUTO NELLA NOSTRA PROVINCIA IN FORMA DI PROPOSTA DI MEGADEPURATORE DELLE ACQUE DA QUANTITA' INDUSTRIALE DI CROMO!! FA RIDERE L'IDEA DI UN DEPURATORE DELL'ARIA IN CASO DI PRESENZA DI ETERNIT?? CETAMENTE, RISULTA ASSURDA TANTO QUANTO L'IDEA DI DEPURARE LE ACQUE DALLA ACCERTATA PRESENZA DI QUANTITA' INDUSTRIALI DI CROMO NEL SITO DELLA SOLVAY!!!
    LA DIFFERENZA? SEMPLICE: Nel primo caso, il libero cittadino sarebbe sottoposto alla gogna mediatica e condannato, nel secondo caso, l'illuminante soluzione E' STATA ACCETTATA E SOSTENUTA DA ENTI PUBBLICI E DA POLITICI RAMPANTI!!! IL PROBLEMA, IN CASO DI INQUINAMENTO DI COSI' LARGA E GRAVE PORTATA, E' QUELLO DI ACCERTARNE ED INDIVIDUARNE L'ORIGINE: UNA VOLTA FATTO CIO', VIENE NATURALE INTERVENIRE SULLA CAUSA AL FINE DI NEUTRALIZZARLA!!!! Il nostro povero cittadino si vedrebbe obbligato a smaltire la copertura in eternit: era a conoscenza del problema, al momento dell'acquisto, cavoli suoi! Potrebbe rifarsi sul precedente proprietario? La legge gli concederebbe tanto tempo per vagliare la situazione? CERTAMENTE NO, PERCHE' A NESSUNO FREGHEREBBE UN CAZZO DELLA SUA COPERTURA IN ETERNIT, A NESSUNO GIOVEREBBE UN EVENTUALE INCIUCIO LEGISLATIVO! MA VUOI METTERE NEL CASO CROMO??? IMMEDIATA REAZIONE POLITICA E PUBBLICA AL PROBLEMA: COMPROMESSO, VISIBILITA', SOLDI!!!! PIATTO RICCO? MI CI FICCO!!! ED ECCO SPUNTARE IL PUBBLICO FIGURO, LANCIA IN RESTA, PRONTO A CAVALCARE IL SOLITO DESTRIERO DI TURNO DOPO AVER SCELTO ACCURATAMENTE LA SUA SQUADRA DI VALOROSI: UOMINI ( E DONNE ) IN PUNTI STRATEGICI, AL DI SOPRA DI OGNI SOSPETTO,PROTETTI DALLA PADANA SPADA!!! Una sola pecca: il suo nume tutelare, ai tempi, ha presenziato il battesimo nelle acque del PO, mi sarei aspettato egual ed elegante cerimonia sulle sponde del Bormida, col Nostro che prelevava una ampolla di acqua e PFOA da tenere, ben visibile, sulla parlamentare scrivania…!!! MA ABBIATE FIDUCIA, AMICI MIEI: IL TEMPO CI RISERVA ANCORA CORAGGIOSI INTEVENTI ED ILLUMINANTI PUBBLICAZIONI DERIVANTI DALLA PENNA DEI SUOI FIDI ED INTEGERRIMI COLLABORATORI, CON SGUARDO VIGILE E LUNGA LINGUA, FIDUCIOSI DI ISTITUIRE CENTRI VOLTI ALLA LIBERA ED ARTISTICA PROFESSIONE!!! E A NOI, COSA RESTA??? IL PIACERE DI SCOPRIRE CHE GLI ASINI, OLTRE A SAPER PARLARE, RIESCANO TALVOLTA A VOLARE….

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