
Emergenza allo stabilimento SYENSQO di Spinetta Marengo per una fuga di HF Acido Fluoridrico.
La notizia sembra presa piè pari dalle cronache degli anni ’80. La differenza sta che a quei tempi era il mio scoop che informava l’Arpa (o come si chiamava allora) e i giornali delle notturne fughe di gas dell’acido fluoridrico (e/o cloridrico), mentre oggi è l’Arpa a lanciare la news… dopo essere stata informata dall’inquinatore. Negli anni ’80 era uno scandalo clamoroso, una vergogna per gli enti di controllo avvertiti da un dipendente vittima di rappresaglie aziendali. Oggi, mezzo secolo dopo, lo scandalo è ancor più clamoroso: Arpa & Co. hanno appena consegnato a Solvay Syensqo l’AIA Autorizzazione Integrata Ambientale per produzioni tossiche e cancerogene che invece dovrebbero essere chiuse, sic et simpliciter. Una licenza a inquinare, licenza di uccidere …concessa alla Spectre (ma un James Bond sta per intervenire!).
Intanto, l’Arpa dichiarerà chiusa l’emergenza, preso atto che non si è ripetuta la tragedia dell’Ausimont di Porto Marghera (gemella di Spinetta) che nel 1979 provocò decine di intossicati e 3 morti. Mentre il 9 settembre 2026 la nube tossica (in forma di nebbia acida) transitata per ore nei polmoni dei lavoratori e dei cittadini, allorché, infine individuato il punto di perdita, essa è stata “dispersa”, ovvero “abbattuta” nel giro di un altro bel po’ di ore, buttata giù dalla clemenza metereologica (vedi foto del temporale) e finalmente dai getti d’acqua dei pompieri, insomma sciacquata avvelenando in eterno suolo falde e fogne.

In quelle ore, i cittadini di Spinetta e degli altri sobborghi serenamente dormivano e respiravano: non avvertiti da un piano di allarme, emergenza e assistenza, tranquilli attendendo le notizie sui giornali con le soporifere veline di rassicurazioni Solvay.
Lino Balza Movimento di lotta per la salute Maccacaro.