
La Procura di Vicenza ha chiesto il rinvio a giudizio per 12 tra manager, amministratori e tecnici del Consorzio SIS e della concessionaria SPV accusati di inquinamento ambientale e omessa bonifica nei cantieri della Superstrada Pedemontana Veneta. L’indagine ruota attorno all’utilizzo di additivi chimici contenenti PFBA, un composto della famiglia dei PFAS. Il PFBA è stato impiegato come accelerante nel calcestruzzo proiettato per la realizzazione delle gallerie di Malo e di Sant’Urbano (Vicenza). Le analisi di ARPAV hanno rilevato una significativa contaminazione delle acque superficiali e sotterranee nell’area.
È in corso un ulteriore filone d’inchiesta sulla gestione delle terre e rocce di scavo. Circa 3 milioni di metri cubi di materiali, contenenti quantità di PFBA superiori ai limiti di legge, sono stati smaltiti o movimentati in oltre 20 siti dislocati tra le province di Vicenza e Padova.
L’acido perfluorobutanoico (PFBA) è un composto per- e polifluoroalchilico (PFAS) a catena corta, impiegato in alcuni processi industriali e presente anche come prodotto di degradazione di altri PFAS. E’ uno dei contaminanti principali rilevati nelle acque di falda, associato ai processi di produzione e degradazione dei fluoropolimeri industriali, dello stabilimento Solvay di Spinetta Marengo.
Contrariamente a quanto asserito da Solvay, le evidenze disponibili, secondo l’Environmental Protection Agency statunitense e il Minnesota Department of Health, indicano le gravi patologie su tiroide, fegato e sviluppo, ma anche per neurosviluppo, quoziente intellettivo, immunotossicità, tumori e salute riproduttiva e materno-fetale