Attacco militare USA al Giappone: con i Pfas.

Okinawa è una piccola isola che sarebbe bellissima, un’oasi ecologica, se non che concentra circa il 70% delle installazioni militari USA in Giappone e subisce da decenni l’inquinamento da PFAS, le “sostanze eterne” delle basi americane che impediscono addirittura di essere controllate. il governo americano ha formalmente negato l’accesso alle basi per condurre accertamenti ambientali, sostenendo che “non ci sono prove scientifiche sufficienti”. Le prove, invece, esistono eccome. La bianca schiuma tossica che esce dai tombini è stato il segnale evidente di un disastro nascosto per decenni: le analisi indipendenti, condotte dall’Università di Kyoto hanno rivelato 268 nanogrammi di PFAS per litro – oltre cinque volte il limite di sicurezza giapponese.
 
L’ultimo rapporto del governo di Okinawa, pubblicato a marzo 2026, ha campionato 44 siti vicino alle basi militari. I risultati sono drammatici: 31 siti su 44 hanno mostrato livelli di PFAS superiori allo standard nazionale giapponese (50 parti per trilione); il picco massimo è stato registrato a Yara Hijaga, vicino alla base aerea di Kadena: 2.800 ppt – 56 volte il limite; nuovi record di contaminazione sono emersi anche vicino a Kadena e Futenma.
L’acqua contaminata non rispetta i confini delle basi e scorre fino nei pozzi dei villaggi, si infiltra nei raccolti di riso e nelle verdure coltivate dai contadini locali. Le forze armate statunitensi inceneriscono le scorte di schiuma PFAS che penetrano nel suolo e nelle falde acquifere e non scompariranno mai più.
 
Il movimento pacifista e ambientalista di Okinawa, che si batte per il disarmo, non si arrende. Oltre alle azioni legali e alle richieste di accesso alle basi, sta promuovendo: campagne di analisi indipendenti del sangue dei residenti, per documentare la bioaccumulazione di PFAS; petizioni internazionali (19.000 firme); iniziative di finanziamento collettivo per sostenere le analisi e le cause legali; gemellaggi con comunità colpite da contaminazione militare in altri paesi (Corea del Sud, Guam, Germania).