
Si tratta di un tempo più che doppio di quello impiegato per costruire la Grande Piramide di Cheope o la muraglia cinese lunga più di 5000 chilometri, ultimate in circa 20 anni.
Eravamo negli anni ’80 quando noi ambientalisti affrontammo sul nostro giornale ciclostilato, “Quale futuro”, lo scandalo Ecolibarna (pag.50, volume 2, “L’avventurosa storia del giornalismo di Lino Balza”). Non immaginammo che il futuro di quello scandalo potesse durare mezzo secolo, fino ai giorni nostri, e oltre.
A Serravalle Scrivia, in un’area di 70 ettari tra la ferrovia e il torrente Scrivia, considerata un sito di interesse nazionale (Sin), oggi è ancora lì l’azienda “specializzata” nella raccolta e smaltimento di rifiuti speciali e tossico–nocivi, dopo aver cambiato nel 1983 nome da “Gastaldi Oli Lubrificanti” in Ecolibarna (da notare il prefisso “eco” davanti a Libarna: il sito archeologico della città romana teatro anche di eventi museali, musicali ed artistici).
Oggi come allora, a 800 metri dallo Scrivia, le acque sotterranee sono contaminate, tra gli altri, da solventi clorurati, composti aromatici, metalli ed idrocarburi. La bonifica doveva avvenire tramite la rimozione del suolo contaminato e l’iniezione di reagenti nella falda per ottenere la degradazione dei solventi clorurati. I “lenti” lavori sono addirittura fermi dal 2022, quando l’accordo di programma tra Ministero dell’Ambiente, Regione, Provincia e Comune è scaduto senza essere rinnovato. Nell’ultimo campionamento reso noto, l’Arpa ha verificato la presenza di sostanze cancerogene oltre ogni soglia di contaminazione.
Da Roma il governo si giustifica: “La carenza di risorse non ha consentito, a oggi, di completare il programma 2015 di bonifica e messa in sicurezza per 19 milioni”. Anzi, accusa la Regione Piemonte di “non avere individuato le priorità di intervento né indicato le risorse residue derivanti da eventuali economie” allor quando alluvioni e frane hanno causato la modifica dei progetti, come nel caso del rio Negraro, che attraversa il sito con il rischio di portarne i veleni nello Scrivia: “il progetto di ‘impermeabilizzazione e regimazione’ è diventato un intervento di ‘sistemazione idraulica e bonifica’ del rio, con significativa variazione dei costi, influenzati dalle fluttuazioni dei prezzi dei materiali”.