L’Europa che non affronta i Pfas.

Le istituzioni europee non li hanno messi al bando: “I Pfas sono insostituibili”. Balle. Una delle tante balle che la lobby chimica racconta e che fa raccontare in Europa (ad esempio da superMario Draghi) è che gli indistruttibili Pfas non possono essere sostituiti (che sarebbero, guarda caso, proprio quelli “nuovi nuovi” di Solvay a Spinetta Marengo). Senz’altro sarà difficile nell’industria bellica: perché ci fa miliardi. Ma anche nella farmaceutica.
 
Invece, il nuovo lavoro dell’Istituto farmaceutico dell’Università di Friburgo e dell’Agenzia nazionale tedesca per l’Ambiente confuta il falso mito: l’utilizzo dei Pfas non è assolutamente obbligatorio in medicina a causa presunta della mancanza di alternative. Per garantire la più lunga durata di conservazione ai medicinali, infatti, le alternative già oggi esistono: prive di Pfas per 97 dei 111 principi attivi farmaceutici che li contengono esaminati. Sono prodotti già in commercio o comunque approvati in alcuni Paesi. Ma laddove manchino ancora, le alternative “sarebbero” comunque prossime all’approvazione alla commercializzazione, o in una fase avanzata di sviluppo. “Sarebbero” e non “sono” perché l’industria farmaceutica lamenta che non le sono offerti incentivi pubblici sufficienti per la ricerca.
 
Dunque, per scelte speculative di industria e politica, ogni anno, anche attraverso i principi attivi farmaceutici che si degradano in acido trifluoroacetico (TFA), diverse tonnellate di prodotti con gli “inquinanti eterni” PFAS, persistenti come il TFA, vengono rilasciate in tutto il mondo nell’ambiente e nei corpi umani.  All’inizio del 2023, il Forever Pollution Project, un’indagine collaborativa, transfrontaliera e interdisciplinare, condotta da 16 redazioni giornalistiche europee ha rivelato quasi 23mila siti in tutta Europa contaminati dai PFAS ed altri 21.500 di presunta contaminazione.
Lo sapevano fin dagli anni ’60, sia in Usa (Du Pont, 3M, Honeywell) sia gli attuali produttori in Europa (Arkema, Daikin, Chemours, Solvay), che i Pfas fossero tossici e cancerogeni: tumori, sistema immunitario, fegato, metabolismo e tiroide, gravidanza e sviluppo feti, apparato riproduttivo ecc. Insomma, chi ha Pfas nel sangue è inesorabilmente malato: clicca qui.
 
Negli Stati Uniti, le class actions hanno portato a chiusure/bonifiche e a risarcimenti miliardari storici influenzando le battaglie legali in tutto il mondo, Italia compresa: 3M (10,3 miliardi di dollari), DuPont Chemours Corteva (1,18 miliardi di dollari), DuPont e Chemours (670 milioni di dollari).  Secondo le stime degli studi legali statunitensi, i risarcimenti individuali medi possono oscillare tra i 175.000 e i 300.000 dollari per persona, a seconda della gravità della patologia riscontrata e del livello di esposizione.