
Cinque relatori speciali delle Nazioni Unite hanno espresso, al governo francese e alle aziende interessate, la loro crescente preoccupazione per gli impatti negativi sui diritti umani derivanti dalle attività di Arkema France e Daikin Chemicals France che inquinano di Pfas la “Valle chimica” di Lione ed espongono i residenti e i lavoratori locali a tumori e gravi malattie, cardiovascolari, endocrini, respiratori.
Un’analisi delle reti di approvvigionamento idrico della regione aveva inoltre rivelato, già nel 2022, la contaminazione da PFAS in circa 110 comuni della Valle Chimica, mettendo a rischio fino a 200.000 persone nei dipartimenti del Rodano, della Loira e dell’Isère. Nel 2023, la concentrazione media di acido perfluorononanoico, un tipo di PFAS, nel sangue dei residenti di Pierre-Bénite era sette volte superiore a quella della popolazione generale.
L’ONU ha richiamato inutilmente parlamento e governo francese ad intervenire, come aveva già fatto nei confronti dell’Italia. In entrambi i paesi le collettività sono state costrette ad avviare class actions.