Nobel per la pace Trump e Obama, rispettivamente sostenuti da Meloni e Schlein.

Elly Schlein, segretaria del PD, si candiderebbe primo ministro della coalizione che dovrebbe battere Giorgia Meloni alle prossime elezioni. Per vincere punterebbe sui giovani che riempiono le piazze progressiste contro le guerre. La Pace dovrebbe, dunque, essere il suo cavallo di battaglia. Dunque, che fa? Si ispira ad un Nobel per la Pace. E in segno di omaggio al suo giovanile idolo,  si fa fotografare di spalle come una scolaretta che chiede l’autografo alla rockstar. Il maestro ispiratore dei progressisti si chiamerebbe Barack Obama.
 
Ad Obama conferirono il Nobel sulla fiducia, prima ancora che esercitasse il suo potere di presidente degli Stati Uniti. In quel ruolo poi meritò la fiducia: in otto anni bombardò sette Paesi: Afghanistan e Iraq, da cui si guardò bene dal ritirarsi; e poi Siria, Libia, Somalia, Yemen e Pakistan, con migliaia di vittime civili. Ad Obama va il merito di aver mantenuto Guantanamo, di aver sostenuto militarmente Israele per il futuro genocidio e l’aggressione all’Iran, ma anche le destabilizzanti “primavere arabe”, ma anche proseguendo l’uso dell’Ucraina come testa d’ariete contro la Russia.
 
Donald Trump si è lamentato (ricevendo la solidarietà della Meloni) per il mancato riconoscimento del Nobel per la Pace, e così anche lui ha cominciato a fare e sostenere guerre:  Venezuela, Iran, Palestina e Cisgiordania e Libano; e  se non basta perché no: Cuba, Groenlandia, Taiwan.