
1)Dagli anni ‘70 asserivamo una semplice evidenza: per i cancerogeni (oggi esempio i PFAS) non esiste una soglia di sicurezza al di sotto della quale è sicuro che non si manifesterà la azione oncogena. Quando il dibattito è cresciuto ed è cresciuto anche focalizzandosi sulla questione amianto la AEA e i comitati operai di base diffondevano le verità emerse dalla medicina scientifica: l’impatto cancerogeno è rilevante anche a partire da una esposizione a “sole” due fibre litro.
Ora , solo nel 2026, il ceto politico italiano ed europeo porta la “soglia di attenzione” da 100 a 10 fibre litro ma non si presenta alla opinione pubblica come “reo confesso” per avere per decenni cercato di truffare i cittadini sostituendo alla obiettività scientifica la teoria della “innocuità delle basse dosi”. Tra trenta anni la soglia di attenzione verrà portata da 10 a due ?
2) Risarcimenti ai lavoratori. Non esiste un risarcimento “giusto”, “equo”. Ma nei tribunali arrivano a discussioni e risarcimenti offensivi.
3) Come vediamo noi la questione dei risarcimenti? Prima fase, esautorare l’Inail. Contestualmente alla difesa e alla “resistenza nella discussione lavoratore per lavoratore, occorre puntare ad una linea guida per risarcimenti decenti e degni di questo nome. La questione del risarcimento dei “mesoteliomi ambientali”: vanno risarciti alla pari rispetto a quelli professionali. L’esposizione lavorativa al rischio nell’ambito di un lavoro domestico.
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