La questione foibe.

In queste settimane è tornata in primo piano la questione “foibe”. Con l’occasione della “giornata del ricordo”, viene riesumata questa vicenda, spesso utilizzata a meri fini propagandistici ed ideologici, da politicanti di basso livello culturale e storico, o da propagandisti faziosi. In questa” Italia” dove lo spessore storico e culturale, per non dire etico, dei politici nostrani è ai minimi della storia della Repubblica, per ottenere un pugno di voti in più, si utilizzano la morte e le tragedie di esseri umani tragicamente vittime degli eventi storici di oltre 80 anni fa.
Questo è un paese anche con una gran parte della popolazione che non ha mai fatto i conti con la propria storia e con i propri orrori e crimini compiuti in giro per il mondo. Atto storico fatto da Germania e Giappone, per esempio. Qui persiste la vulgata dell’ ”italiani brava gente” per affrontare la questione “foibe”, con relative tragedie connesse e innegabili.
Prima di arrivare alla questione foibe, gli italiani “brava gente” in giro per il mondo, in meno di sessant’anni avevano già aggredito, invaso, occupato, decine di paesi e popoli. Come documentato ormai storicamente, massacrando, sterminando intere popolazioni, saccheggiando e devastando terre e paesi.
 
Dagli archivi delle Nazioni Unite emergono dati che   dovrebbero far vergognare clicca qui.

Giornata nazionale della salute della donna.

La prevenzione come asse portante delle politiche sanitarie e la salute femminile come priorità trasversale, da tutelare in ogni fase della vita. È questo il messaggio che accompagna la Giornata nazionale della salute della donna, occasione per fare il punto sulle strategie messe in campo e sulle sfide ancora aperte. Dalla prevenzione agli screening: i consigli ISS per ogni età.

Un Paese che lavora per morire non è un Paese civile.

Non è un’emergenza, è una mattanza. I numeri del 2026 ci restituiscono una realtà agghiacciante: l’ecatombe di morti sul lavoro. Un’ecatombe che sembra non scuotere i palazzi del potere. Salvini promette l’abolizione della Legge Fornero a ogni tornata elettorale per poi dimenticarsene una volta seduto in poltrona. Il risultato? Persone che dovrebbero essere in pensione sono costrette a mansioni pesanti e pericolose che il loro fisico non può più reggere. Nessuna categoria è risparmiata la strage è trasversale. Un Paese che lavora per morire non è un Paese civile..

Giornata mondiale in ricordo delle vittime dell’amianto.

1)Dagli anni ‘70 asserivamo una semplice evidenza: per i cancerogeni (oggi esempio i PFAS) non esiste una soglia di sicurezza al di sotto della quale è sicuro che non si manifesterà la azione oncogena.  Quando il dibattito è cresciuto ed è cresciuto anche focalizzandosi sulla questione amianto la AEA e i comitati operai di base diffondevano le verità emerse dalla medicina scientifica: l’impatto cancerogeno è rilevante anche a partire da una esposizione a “sole” due fibre litro.
Ora , solo nel 2026, il ceto politico italiano ed europeo porta la “soglia di attenzione” da 100 a 10 fibre litro ma non si presenta alla opinione pubblica come “reo confesso” per avere per decenni cercato di truffare i cittadini sostituendo alla obiettività scientifica la teoria della “innocuità delle basse dosi”. Tra trenta anni la soglia di attenzione verrà portata da 10 a due ?
2)  Risarcimenti ai lavoratori.  Non esiste un risarcimento “giusto”, “equo”. Ma nei tribunali arrivano a discussioni e risarcimenti offensivi.
3) Come vediamo noi la questione dei risarcimenti?  Prima fase, esautorare l’Inail. Contestualmente alla difesa e alla “resistenza nella discussione lavoratore per lavoratore, occorre puntare ad una linea guida per risarcimenti decenti e degni di questo nome. La questione del risarcimento dei “mesoteliomi ambientali”: vanno risarciti alla pari rispetto a quelli professionali. L’esposizione lavorativa al rischio nell’ambito di un lavoro domestico.
Continua cliccando qui Vito Totire.