Tre milioni dalla UE per controllare i Pfas. Ma solo a Livorno.

Il ministro Pichetto Fratin NON ha inserito Spinetta Marengo fra i Siti d’interesse nazionale (SIN, zone contaminate da bonificare sotto la supervisione del governo), così Alessandria non può usufruire dei finanziamenti dell’Unione Europea per monitorare gli «effetti sanitari dell’esposizione agli Pfas. Tradotto in soldoni: con 6 zeri a Livorno 3.000.000 di euro mentre con 4 miseri zeri in Alessandria 60.000 euro sono stanziati dal Comune per far finta per qualche altro anno di “studiare l’eventuale nesso causale tra malattie/morti inquinanti tossicocancerogeni di Solvay e malattie”: “eventuale” (sic!) come se il nesso non fosse già stato dimostrato da nove indagini epidemiologiche in linea con le evidenze scientifiche internazionali.
 
Il finanziamento dei 3 milioni è nell’ambito del Pnc, il Piano nazionale per gli investimenti complementari, strumento che integra il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), previsto dai bandi a cui hanno concorso varie Regioni: Veneto, Toscana e NON ovviamente la Regione Piemonte.
Lo studio, entro il 2026, comprende prelievi dei campioni di matrici alimentari di natura sia vegetale che animale, prelievi del sangue, della saliva e dell’urina, controllo della pressione cardiaca ed elettrocardiogrammi, ruolo dei medici di famiglia ecc., coinvolgendo la popolazione rappresentativa che vive zone limitrofe al sito, a cavallo tra Livorno e Collesalvetti.
Grazie ai 3 milioni, potranno essere coinvolti tanti diversi soggetti: l’Arpat (Agenzia regionale per la protezione ambientale della Toscana), l’Istituto zooprofilattico sperimentale, l’Ispro (Istituto per lo studio e la prevenzione oncologica), il Cnr Centro Nazionale di Ricerca, i Laboratori di sanità pubblica di Firenze e Siena, l’Università di Pisa