La giustizia penale tradisce di nuovo le Vittime dell’amianto.

Da Roma, i parenti delle Vittime incazzati.
Ad aprile 2025, il magnate svizzero Stephan Schmidheiny era stato condannato in secondo grado a 9 anni e sei mesi per omicidio colposo al processo Eternit bis. Il minimo che si aspettavano le Vittime. Ebbene, la Suprema Corte di Cassazione ha annullato il procedimento che tornerà in Corte d’Assise di Torino. Motivazione: era mancata traduzione della sentenza in tedesco.
 
Non sfugga un particolare: il sindaco di Casale Monferrato, Emanuele Capra aveva annunciato di aver scritto al Consiglio Superiore della Magistratura per avere chiarimenti su quanto emerso dalle recenti indiscrezioni della trasmissione Report su una possibile ingerenza internazionale (con riferimento a ex agenti del Mossad) nelle decisioni assunte dalla Cassazione nel primo maxi-processo Eternit.
 
Questo è l’ennesimo esempio (Ambiente Delitto Perfetto di Barbara Tartaglione e Lino Balza, prefazione di Giorgio Nebbia ***) di come (non) funziona la giustizia penale in materia ambientale e sanitaria: c’è qualcuno in buona fede che può spiegare che cazzo c’entra la cosiddetta “Riforma della giustizia” del referendum promosso da governo?
 
*** I tre volumi sono disponibili a chi ne fa richiesta, previa sottoscrizione interamente devoluta a Ricerca Cura Mesotelioma.