Come è inguaiato il tribunale di Alessandria.

“Il nostro tribunale è molto inguaiato”: apprendiamo (Radiogold news) che il presidente del Tribunale di Alessandria, Paolo Rampini, ha così descritto alla giornalista di “Presa Diretta” la condizione della struttura di corso Crimea. Nella prima puntata della nuova stagione, questa domenica 15 febbraio 2026 alle 20.30, la trasmissione di Rai 3 farà “un viaggio dentro la giustizia italiana”. Nella breve anticipazione divulgata sui canali social del programma condotto da Riccardo Iacona si vede lo scotch attaccato ai vetri di una finestra, sedie scucite e rotte, muri scrostati e bagni che il personale del Tribunale condivide con l’utenza pubblica. “Sento il dovere di chiedere scusa” ha sottolineato il presidente Rampini “mi dispiace quando vedo che su queste sedie rotte si siedono testimoni, imputati e avvocati”.
 
Egr. dottor Rampini, ‘nguajàto era meno, rispetto a quello di Alessandria, il tribunale di Asti, dove lei ha lavorato per 39 anni: si tratta di una infrastruttura giudiziaria più moderna nell’uno che nell’altro caso. Però, mi lasci dire, che le “parti offese” si adatterebbero anche stando in piedi e riparandosi dagli spifferi e trattenendosi dai bisogni fisici, purchè i processi funzionassero. Così non è perché Alessandria è inguaiata dalla mancanza di copertura organica dei giudici atta a garantire sentenze in tempi accettabili (per i non colpevoli), quando perfino un processo importante a livello locale e nazionale, come quello contro Solvay, si perde inguaiato nelle nebbie al punto che sarà costretto a concludersi senza dibattimento con un colpo di spugna del patteggiamento.
 
Chissà se domenica prossima ascolteremo da “Presa Diretta” qualcosa in più dei muri scrostati, dalle voci di Riccardo Iacona, al quale avevamo affidato (ti ricordi?) in quel di Brescia un dossier qualche anno fa, facendolo poi seguire da una gran copia di articoli e libri (hai presente?).

La giustizia penale tradisce di nuovo le Vittime dell’amianto.

Da Roma, i parenti delle Vittime incazzati.
Ad aprile 2025, il magnate svizzero Stephan Schmidheiny era stato condannato in secondo grado a 9 anni e sei mesi per omicidio colposo al processo Eternit bis. Il minimo che si aspettavano le Vittime. Ebbene, la Suprema Corte di Cassazione ha annullato il procedimento che tornerà in Corte d’Assise di Torino. Motivazione: era mancata traduzione della sentenza in tedesco.
 
Non sfugga un particolare: il sindaco di Casale Monferrato, Emanuele Capra aveva annunciato di aver scritto al Consiglio Superiore della Magistratura per avere chiarimenti su quanto emerso dalle recenti indiscrezioni della trasmissione Report su una possibile ingerenza internazionale (con riferimento a ex agenti del Mossad) nelle decisioni assunte dalla Cassazione nel primo maxi-processo Eternit.
 
Questo è l’ennesimo esempio (Ambiente Delitto Perfetto di Barbara Tartaglione e Lino Balza, prefazione di Giorgio Nebbia ***) di come (non) funziona la giustizia penale in materia ambientale e sanitaria: c’è qualcuno in buona fede che può spiegare che cazzo c’entra la cosiddetta “Riforma della giustizia” del referendum promosso da governo?
 
*** I tre volumi sono disponibili a chi ne fa richiesta, previa sottoscrizione interamente devoluta a Ricerca Cura Mesotelioma.