Trump detta anche la dieta alimentare degli americani.

Si sa che le Linee guida alimentari USA (Dietary Guidelines) sono da sempre un compromesso tra interessi della potente industria alimentare e le migliori evidenze scientifiche raccolte in anni di lavoro da parte degli scienziati. Nel 1991, dopo ben 10 anni di studi da parte degli scienziati, fu presentata la prima immagine della piramide alimentare

la cui pubblicazione però fu bloccata su pressione dell’industria alimentare perché era troppo chiara nell’indicare di ridurre il consumo di carne, latte e derivati. Dopo quasi un anno di stop, grazie all’intervento della stampa (Washington Post) che aveva ridicolizzato l’USDA (il Dipartimento dell’Agricoltura), l’amministrazione di allora si vide costretta a pubblicare la nuova piramide.

Ebbene, nelle linee guida del 2026 l’amministrazione Trump in maniera sfacciata, come nel suo stile, ha deciso di favorire il business dei produttori agricoli. USDA e HHS, infatti, hanno creato una nuova piramide alimentare rovesciata

rispetto a quella del 1991 per enfatizzare le proteine soprattutto di origine animale, privilegiando il consumo di carne e latticini, e favorendo i “grassi salutari” in primis di origine animale (!?).

Queste ultime linee guida sono l’emblema della decadenza degli Stati Uniti, un Paese che sta distruggendo istituzioni che un tempo erano un baluardo della sanità pubblica con istituzioni come CDC, FDA, e NIH. Un Paese che è il primo al mondo in spesa militare, ma dove non esiste una sanità pubblica universale come quella che abbiamo in Italia, dove il capitale e l’interesse di pochi prevale sulla salute della popolazione generale.  La nuova piramide alimentare USA deve essere inquadrata all’interno del contesto politico e antiscientifico che sta attraversando l’America sotto l’amministrazione Trump.

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