
“Fuori la Nato dall’Italia, fuori l’Italia dalla Nato”: con questo slogan si è sempre espresso il Movimento pacifista italiano: articolo 11 della Costituzione. Le basi americane in Italia non servono a proteggere l’Italia da nemici che non ha, in particolare dalla Russia: con 6mila testate nucleari ci farebbe scomparire in un attimo. Bensì servono a proiettare la potenza americana nel Mediterraneo, e non solo. Ci accolliamo i costi -in morti e milioni di euro- per guerre che non sono le nostre. Dunque, non ha ragioni la Meloni ad aumentare le spese militari per una Italia che è fin troppo armata per i propri bisogni, anzi ha doveri (sanità, scuola ecc.) per risparmiare risorse anche chiudendo le basi americane in Italia, assicurandoci altresì lo spegnimento della principale fonte di corruzione del vertice della Repubblica e del sistema politico sottostante.
Alessandro Orsini, esperto militare e noto polemista pacifista, nel suo ragionamento che prende lo spunto dalle mire di Trump a Venezuela, Groenlandia ecc., mentre riafferma il principio costituzionale della neutralità dell’Italia (sull’esempio di europeo di Svizzera, Austria, Irlanda, eccetera) con la richiesta della chiusura delle basi Nato in Italia, però si contraddice (contraddizione apparente: sostiene) proponendo che l’Italia resti nella Nato… “per evitare molti lutti, tra cui l’eliminazione fisica del nostro presidente del Consiglio”. Clicca qui.