7) Pesi e misure nel delitto perfetto: Luigi Guarracino.

Per significare la difformità di questi due processi, è emblematica la figura di Luigi Guarracino. Oggi condannato a Vicenza al massimo della pena: 17 anni, mentre ieri nel primo processo Solvay fu imputato dai PM per gli stessi reati dolosi ma dai giudici fu “assolto” ad Alessandria. (E c’è chi blatera di subordinazione dei giudici ai pubblici ministeri!!).
 
A riguardo, si legga la testimonianza di Lino Balza resa al primo processo, con lo stralcio della “Memoria di replica in corte di assise” (tratto dal secondo volume di “Ambiente Delitto Perfetto” di Barbara Tartaglione e Lino Balza, prefazione di Giorgio Nebbia), nella quale -a compendio della sua deposizione documentale resa il 5 maggio 2014- si associava alle richieste di dolo formulate dai pm Riccardo Ghio e Marina Nuccio: clicca qui.
 
Guarracino, allora come ora difeso dall’avvocato Leonardo Cammarata, fu condannato per colpa (praticamente assolto) ad “1 anno e 8 mesi di reclusione,” ovviamente con i “doppi benefici di legge” (con i quali continuare a ben operare alla Miteni di Trissino).
 
Non sfugga, nella lettura della “Memoria”, la figura di Stefano Bigini: attualmente imputato, per colpa, nel secondo processo Solvay ad Alessandria, col quale rischia ancora meno per effetto eventuale di patteggiamento e/o rito abbreviato.