
Raramente i giornalisti hanno coraggio e libertà, raramente i giornali (soprattutto locali) se la sentono di fornire fino in fondo, come facciamo noi, le informazioni sullo stato dell’inquinamento della Solvay di Spinetta Marengo. L’ultima rarità (19 dicembre) titola: “L’inquinamento invisibile: cloroformio nelle cantine. I dati Arpa”.
Per la precisione: dalle cantine non sale solo cloroformio ma anche tetracloruro di carbonio, tetracloroetilene, tricloroetilene ecc. Fa poca differenza: sono tutti cancerogeni. Ben quattro anni fa (agosto 2022), il sindaco di Alessandria firmò una ordinanza che scandalizzò ambientalisti e cittadini: piuttosto che ordinare a Solvay di fermare gli impianti inquinanti: Giorgio Abonante “raccomandò” (sic) agli abitanti di Spinetta di aerare gli ambienti e con ventilatori se privi di finestre, non riscaldarli, chiudere e impermeabilizzare le fessure e i tombini sui pavimenti ma senza tinteggiare le pareti, con divieto (sic) di soggiornarvi a lungo, non consumarvi cibi o bevande, non fumare beninteso.
Questo, di Abonante, è il primo e unico atto ufficiale riferito a questi fatti (oltre alla querela a Lino Balza per diffamazione aggravata a mezzo stampa). Infatti, dopo quattro anni, non è cambiata la condizione delle abitazioni spinettesi (detta “vapor intrusion”), tant’è che l’ordinanza è sempre in vigore, ma non si è aggiunta l’ordinanza di fermata degli impianti. Sebbene l’Arpa abbia avuto il coraggio di proseguire con campagne i monitoraggi della qualità dell’aria indor: le ultime quattro nel 2025. Collegate, ovviamente all’avvelenamento dei tre livelli della falda dentro e soprattutto fuori lo stabilimento, con la conferma dell’incremento delle classi di parametri: contaminanti inorganici, contaminanti organici storici e Pfas.